Il naturalista Plinio il Vecchio ci tramanda il fatto che l'orzo, grazie al suo potere nutriente ed energizzante, fosse l'alimento principe dei gladiatori. Ma questi chicchi e le loro straordinarie virtù erano noti ben prima dei tempi dell'Impero Romano. L'orzo è stato infatti il primo cereale coltivato nella storia dell'uomo. Le prime testimonianze storiche della sua "domesticazione" risalgono addirittura a 10 mila anni fa. Tutte le popolazioni antiche lo consideravano il cibo cardine dell'alimentazione quotidiana. Così dovrebbe essere ancora oggi. I suoi chicchi (nella versione integrale) apportano proteine, ferro, magnesio. E poi polifenoli e vitamina E, potenti antiossidanti, e lignani, sostanze con una spiccata attività antinfiammatoria e anticolesterolo.
La miglior cura per Ippocrate
Già il medico greco Ippocrate decantava le proprietà medicamentose dell'orzo, ammirando in particolare le virtù curative del cereale, capace di dissetare e saziare senza "gonfiare il ventre". Non a caso proprio il decotto d'orzo era l'unico alimento ammesso nei cicli di digiuno depurativo e terapeutico che già anticamente si usavano per superare la fase acuta delle malattie.
I betaglucani, meccanici del cuore
Gli antichi l'avevano già capito, ma le più recenti ricerche scientifiche lo confermano: l'orzo fa davvero bene. Al corpo e anche alla mente. L'orzo contiene particolari componenti di fibra, i betaglucani, già noti per le loro proprietà nel controllo del colesterolo e della glicemia post prandiale. Un importante studio dell'Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa apparso sul Journal of Cellular and Molecular Medicine ne ha messo in luce altre virtù.
Lo studio dimostra che i betaglucani possono aiutare a diventare più resistenti dal punto di vista psicofisico, e in più prevengono l'obesità, la perdita delle funzionalità cognitive e le malattie cardiovascolari. Durante l'esperimento si è provato a nutrire ogni giorno un gruppo di cavie con alimenti a base di orzo. Al termine del periodo di ricerca, gli animali mostravano una migliore reattività ai contesti sfavorevoli, cioè proprio quelli in cui lo stress schizza alle stelle. In particolare si è visto che la frazione idrosolubile dei betaglucani riesce a potenziare la capacità delle cellule endoteliali (che rivestono la superficie dei vasi) di generare nuovi vasi sanguigni, quando si è in condizioni di stress ossidativo a causa dell'eccesso di radicali. Bastano 80 grammi al giorno di orzo per ottenere questi benefici.
Come un filtro
L'orzo è ricco di fibre solubili e insolubili (17 grammi per etto) che limitano l'assimilazione di grassi e zuccheri a livello intestinale, con buoni effetti sul peso forma e sui livelli di colesterolo e glicemia. In più il contenuto di fibra fa sì che l'orzo rilasci i suoi zuccheri (circa il 70%) in maniera lenta e costante. Ciò rende questo cereale energetico e saziante. Il tutto con un indice glicemico contenuto. Per questo l'orzo non perlato può serenamente essere introdotto nella dieta dei pazienti che soffrono di glicemia alta o addirittura di diabete.
"Booster" per il metabolismo
L'orzo dà uno sprint al metabolismo, il motore del nostro corpo, grazie al quale produciamo energia e bruciamo le calorie in modo più rapido ed efficiente. Questo effetto tonificante è dovuto alla presenza di due minerali, magnesio e manganese, che agiscono in sinergia stimolando dolcemente la funzione della tiroide. Questa ghiandola, che rappresenta un po' l'acceleratore delle funzioni metaboliche, ha bisogno proprio di questi minerali per funzionare bene, prevenendo l'accumulo di adipe.
Mantieni salde le tue ossa
Il caffè d'orzo un tempo era considerato solo un surrogato dell'espresso. In realtà questa bevanda priva di caffeina, che si produce tostando i chicchi di orzo, è oggi molto apprezzata per le sue proprietà benefiche. Tra queste, la capacità di combattere l'osteoporosi: il contenuto di calcio, fosforo e silicio del cereale aiuta a mantenere le ossa intatte e resistenti. Una gradevole tazza di caffè d'orzo è un buon modo per rinforzare lo scheletro. La bevanda è anche in forma solubile e conserva tutte le caratteristiche nutrizionali.
Slancio all'intestino pigro
Dopo lo splendore dei tempi antichi, l'orzo è stato quasi dimenticato per diverso tempo. Numerosi studi scientifici recenti ne hanno messo in luce la portentosa efficacia, permettendogli oggi di vivere una seconda giovinezza sulle nostre tavole. Passando in rassegna le sue proprietà si scopre che è infatti un eccezionale rimedio naturale contro la stipsi grazie all'elevata percentuale di fibre e alle virtù lassative. Inoltre è un eccellente antinfiammatorio benefico in caso di mal di gola, raffreddore o influenza. Si digerisce facilmente e non alza la glicemia, rilasciando gli zuccheri in modo graduale.
In fiocchi risana il microbiota
Oggi si coltivano ben 360 mila ettari di orzo su tutto il territorio italiano, con una produzione annua di 1,4 milioni di tonnellate. Una parte viene commercializzata sotto forma di chicco intero. Una parte invece è lavorata e trasformata in farina o in fiocchi per la prima colazione. Questi ultimi, mangiati insieme ad uno yogurt, sono un toccasana per il microbiota: uno studio dell'Università del Nebraska ha dimostrato che ne migliorano la composizione e in più riducono glicemia e marcatori dell'infiammazione.
In tre modalità:
INTEGRALE, mantiene pulite le mucose. Di colore scuro, l'orzo integrale è ancora provvisto del tegumento esterno ed è il più ricco di proprietà nutritive. Deve essere lasciato in ammollo 24 ore e risciacquato molte volte prima di cucinarlo. Va cotto per 60/180 minuti, una parte di orzo e tre di acqua. Può essere usato come base per molteplici preparazioni, ottimo insieme a verdure e legumi.
DECORTICATO, remineralizzante. L'orzo decorticato ha subito un primo processo di raffinazione, ma rimane dotato della parte più morbida del tegumento esterno. Bastano 12 ore di ammollo. La cottura è di circa 45 minuti. Rispetto a quello integrale, l'orzo decorticato ha meno fibre, mentre conserva inalterato in contenuto di sali minerali, vitamine grassi, proteine e carboidrati.
PERLATO, cuoce rapidamente. L'orzo perlato subisce un processo di raffinazione ulteriore, che serve a rimuovere totalmente il tegumento esterno, dove si trova la maggior parte delle vitamine e dei minerali. Mantiene invece inalterata la quantità di betaglucani. Può essere usato senza ammollo, cuoce in 30/40 minuti. Senza le fibre della crusca, l'indice glicemico sale notevolmente.
Anche il succo estratto dalle foglie fa bene
Dalle foglie di orzo essiccate a freddo e triturate, si ottiene una bevanda dolce, di colore verde, che aumenta la densità ossea, dà energia, riduce la fatica, stimola il metabolismo e ringiovanisce l'organismo. Gli esperti dell'Università di Davis, in California, hanno infatti accertato che le foglie di orzo contengono il doppio del calcio e 30 volte le vitamine B rispetto al latte, il doppio del potassio del grano, 7 volte la vitamina C delle arance, 5 volte il ferro degli spinaci e più di 70 enzimi.
La farina contro il colesterolo
La farina migliore è quella integrale ottenuta dalla macinazione di orzo decorticato. Ha consistenza morbida e si usa in pastelle e impasti. E' suo il record di betaglucani: 4,2 grammi per etto! Secondo un'analisi dell'American Journal of Clinical Nutrition, ne bastano solo 3 grammi al giorno per ridurre il colesterolo "cattivo" LDL del 7%.
Dalle Dolomiti il più digestivo
L'orzo di montagna cresce sulle Dolomiti, sopra i 1700 metri di altezza. E' una varietà resistente e antica, usata nella tradizionale minestra bellunese. I grandi chicchi sono eccezionalmente dotati di quelle proprietà digestive e antinfiammatorie che solo una coltivazione a misura d'uomo riesce a preservare del tutto.
La ricetta, un piatto unico che sazia e fa bene
Per questa ricetta servono 300 grammi di orzo decorticato , da lasciare in ammollo e cuocere secondo i tempi indicati sulla confezione.
Fai bollire 180 grammi di tofu per una decina di minuti. Poi scolalo, lascialo intiepidire e taglialo a cubetti. Fai soffriggere uno scalogno in una casseruola con un filo di olio extravergine di oliva. Quando è dorato, aggiungi l'orzo già cotto e il tofu. Lascia saltare per qualche minuto, poi spegni la fiamma e aggiungi una manciata di pomodori semi secchi a pezzetti. Completa con timo, foglioline di menta, pepe nero e sale. Questo piatto unico è ideale per un pasto estivo, anche freddo.
Fonte: Riza Alimentazione Naturale
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