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mercoledì 8 luglio 2020

I SEMI DI GIRASOLE E IL LORO RAPPORTO CON LA FELICITA'

Tutti conoscono il girasole, giusto? 
Abbiamo guardato con ammirazione tutti, almeno una volta nella vita, questi splendidi fiori che voltano le loro teste gialle per seguire il sole.
Ma forse non tutti sappiamo quante e quali virtù nascondono nei loro semi. 

Nutrimento d'oro per i neuroni


Oltre a mantenere in forma il cervello, questi piccoli scrigni di vitamine B e magnesio, migliorano l'umore e aiutano a rilassarsi.

La vitamina E contenuta all'interno dei semi di girasole è un fantastico antiossidante ed antinfiammatorio. Ma ci sono anche tante vitamine del gruppo B, sali minerali e acido linoleico, un mix che li rende buoni alleati del sistema cardiovascolare e dell'efficienza del sistema nervoso.

Mettono un freno alla perdita di memoria

La vitamina E è efficace contro i radicali liberi, ha effetto antietà, ed ha un ruolo di primo piano nel mantenere giovane il sistema nervoso, visto che contribuisce a rallentare l'invecchiamento dei neuroni e sembra prevenire malattie neurodegenerative e demenza senile. Con l'aumentare dell'età si assorbe sempre meno vitamina E, perciò è molto importante aumentarne l'introduzione giornaliera: una porzione di semi di girasole al giorno è un ottimo aiuto. 

Ti fanno dimenticare le tensioni quotidiane

Il magnesio contenuto nei semi di girasole scioglie le tensioni nervose e migliora l'umore. Anche la vitamina B6 sostiene il tono dell'umore e favorisce la produzione di ormoni. C'è anche tanto fosforo e la B1, che consente la migliore produzione di energia. C'è anche una piccola quota di triptofano, un aminoacido precursore della serotonina, l'ormone del buonumore. 

Grande amico delle donne

Il girasole, tramite i suoi semi, è un grande amico delle donne, a tutte le età. Durante il ciclo contrasta i disturbi tipici di quei giorni, mal di testa, tensione, stanchezza. In gravidanza contribuisce allo sviluppo corretto del feto. In menopausa la ricchezza di sali minerali aiuta a mantenere sani i denti ed anche le ossa, prevenendo così la loro fragilità. 

Sono antinfiammatori e aiutano il sistema immunitario 

Secondo uno studio condotto a Zurigo, la vitamina E riduce lo stress ossidativo delle cellule del sistema immunitario, che in questo modo diventa più efficace nel contrastare le minacce dei microrganismi esterni. I semi di girasole, che sono ricchissimi di questa vitamina, aiutano quindi a combattere le infiammazioni ed a rinforzare l'organismo. 

Nel prossimo post i consigli per l'uso dei semi di girasole


Fonte: Riza Alimentazione



 

venerdì 11 ottobre 2019

Per evitare l'Alzheimer, un progetto nuovo ogni giorno

Maurizio Costanzo e Mara Venier qualche anno fa

Nella trasmissione televisiva Domenica In, con Mara Venier, Maurizio Costanzo ha spiegato che il cervello umano ha bisogno di essere sempre in elaborazione, soprattutto per quanto riguarda nuove attività e nuovi progetti. I neuroni, che sono le cellule cerebrali nervose, sono costantemente al lavoro e rilasciano centinaia di sinapsi ogni minuto della nostra vita; possiamo immaginare le sinapsi come delle "scintille" prodotte dai neuroni, come fossero delle notizie rilasciate in tempo reale da una testata giornalistica. Queste scintille si legano poi ai neurotrasmettitori, che portano ovunque quella notizia, condividendola con le altri regioni del cervello, e dunque con le altre aree funzionali, il pensiero, la parola, il ragionamento, il ricordo, e via di questo passo. Secondo vari studi effettuati da molti istituti di ricerca, il morbo di Alzheimer può essere ostacolato, o addirittura evitato, se i neuroni sono sempre in attività e se vengono rilasciate sempre nuove sinapsi; come può avvenire tutto questo?

Semplicemente tenendosi aggiornati, leggendo, lavorando su cruciverba, sudoku, rebus, risolvendo facili o complicati problemi di ogni genere, iniziando nuovi progetti, regalando così ai nostri neuroni sempre un lavoro da fare. Non sia mai che ci fermiamo, per carità, questo sarebbe per i neuroni motivo di grande pericolo, l'inattività, per loro, è la porta aperta alla malattia e di conseguenza alla morte. Se mancano le sinapsi, se i neurotrasmettitori non trasmettono, i neuroni vanno in pensione, per così dire, e diventano facilmente attaccabili da demenza e morbo di Alzheimer. Ovviamente tutto questo discorso è molto esemplificativo, giusto per dare a tutti noi la possibilità di comprendere che cosa succede nelle nostre cellule cerebrali, e per spronarci fortemente a non mollare mai, a fare progetti, a fare lunghe passeggiate in posti diversi, dove possiamo guardare cose nuove, interrogarci su quello che vediamo, e magari poi, una volta a casa, fare una bella ricerca su Google per approfondire quello che abbiamo appena scoperto. 

Costanzo: "Soffrire serve a crescere"
Maurizio Costanzo a Domenica In
Nella succitata trasmissione televisiva, sembra proprio che Maurizio Costanzo si sia lasciato andare ad una performance da maestro di vita; alla domanda di Mara Venier: "Maurizio, secondo te la sofferenza può essere anche utile?", Costanzo ha risposto così: "Soffrire serve e come, serve a crescere, quello eternamente allegro è un imbecille!", provocando l'ilarità generale del pubblico. In effetti però, sempre riguardo al nostro cervello, persino le esperienze negative possono essere utili al funzionamento corretto delle cellule neuronali, purché però si sia coscienti della sofferenza, la si sappia metabolizzare, la si digerisca insomma; ogni singola esperienza della vita, positiva o negativa che possa sembrare al momento, serve a mantenere il cervello attivo e funzionale; viceversa, il rifiuto della realtà, la negazione di fatti che sembrano farci soffrire, la non consapevolezza dei nostri sentimenti, porta ad un progressivo malfunzionamento dei neuroni ed al mancato rilascio di sinapsi.

lunedì 8 gennaio 2018

CHI L'AVREBBE MAI DETTO CHE IL VINO E LA CIOCCOLATA...

Incredibile, ma vero, tra i nostri alleati per la salute, ci sono il VINO e la CIOCCOLATA!!!


Vino rosso


Ne avevamo sentito già parlare, un bicchiere di vino a pasto, un quadrettino di cioccolata, sì, purché fondente, ma non ci credevamo veramente fino in fondo, dite la verità!

Io mi sento in colpa solo guardandola, la cioccolata...
Quanto al vino, effettivamente un bicchiere al pasto non sarebbe un gran male, anzi, magari fa pure bene, ma questi parlano di almeno due bicchieri, e già la cosa non mi sembra più tanto tranquilla.

Cioccolata fondente

Eppure...

Maiken Nedergaard, dell'Università di Rochester, dichiara che nelle sue ricerche con le solite cavie, ha dimostrato che due bicchieri al giorno di vino aiutano il cervello a ripulirsi, a disintossicarsi, e di conseguenza, a lavorare meglio. In particolare il ricercatore si è riferito all'Alzheimer, dichiarando che il vino aiuterebbe l'accumulo nocivo delle tossine che sono precursori di questa malattia.

Cioccolata


La cioccolata invece, dal suo canto, si pregia della facoltà di migliorare il livello cognitivo, e questa volta la ricerca è tutta italiana; dall'Università dell'Aquila, i due ricercatori Valentina Socci e Michele Ferrara, hanno dichiarato che un pezzetto di cioccolata al giorno rallenta i processi degenerativi e anzi, migliora le capacità di analisi e di concentrazione.

Allora, mentre aspettiamo che le ricerche sull'Alzheimer arrivino a qualche importante risultato per i nostri cari genitori o nonni, non togliamo loro cioccolata e vino, e sicuramente ne saranno anche felici!