Visualizzazione post con etichetta grassi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta grassi. Mostra tutti i post

mercoledì 6 settembre 2023

Tè Matcha, il re degli antiossidanti e bruciagrassi

Per la nutraceutica, il tè verde è il re dei tè. Allora, il tè matcha giapponese può essere tranquillamente definito il re dei re! Questa particolare tipologia di tè verde in polvere è prodotta dalla Camellia Sinensis, su cui viene applicata una schermatura dal sole in modo che la pianta produca più sostanze aromatiche. Il matcha è una bevanda straordinariamente antiossidante. "E' una miniera di catechine, in particolare di "epigallocatechina gallato" (EGCG), un potente antiossidante che svolge un ruolo centrale nella prevenzione di disturbi a carico del cuore, di tumori e Alzheimer", è quanto afferma Loreto Nemi, dietista e specialista in Scienze della nutrizione umana. Il contenuto di EGCTG del matcha è 137 volte superiore al normale tè verde. In una tazza ci sono anche molte vitamine A, B, C, E e K, potassio e calcio. 


Il drink pancia piatta che elimina l'adipe

Uno studio su cavie animali dell'Istituto nazionale di salute americano, ha riscontrato che un consumo consistente di tè matcha svolge un potente effetto antiossidante in grado di ridurre i livelli di glucosio epatico e dei livelli di colesterolo totale e trigliceridi e di stimolare il metabolismo dei grassi. Questo lo rende una bevanda particolarmente adatta in caso di sovrappeso (e in particolare concentrato sulla pancia). Questa intuizione è stata confermata da una ricerca thailandese su 60 soggetti obesi che dopo 12 settimane di somministrazione di tè matcha, non solo hanno verificato una significativa perdita di peso, ma anche un aumento del consumo di energia a riposo. "Inoltre riduce naturalmente il senso di fame ed è quindi perfetto per contenere gli attacchi di fame improvvisa", dice il dietista Loreto Nemi.


 

Dà la giusta calma

Il tè matcha è il preferito dei monaci zen giapponesi. Grazie al contenuto di aminoacido L-teanina, ha effetto rilassante, bilanciato però dall'effetto eccitante dovuto alla caffeina. Si ottiene uno stato di calma lucida non sonnolenta, ideale per i lavori intellettuali, e un livello di energia che perdura durante la giornata. Inoltre la L-teanina stimola dopamina e serotonina, che migliorano la memoria e l'umore. Il matcha rilassa in caso di stress e risveglia in caso di sonnolenza.

Evita la gastrite

Il matcha protegge la mucosa intestinale perché attenua gli stati infiammatori dell'apparato digerente. Una ricerca dell'università della California lo conferma: i bevitori abituali di tè verde matcha hanno il 48% di rischio in meno di sviluppare gastrite cronica e cancro allo stomaco rispetto a chi non consuma tè. Bevilo al mattino, prima di colazione, in sostituzione del caffè.

Lo spuntino saziante per dimagrire più in fretta

Con la polvere di matcha puoi preparare uno spuntino saziante e bruciagrassi: l'ideale per la merenda. Frulla il contenuto di una lattina di latte di cocco, una tazza di ananas, un cucchiaio di polvere di matcha, un pizzico di sale e qualche goccia di essenza di vaniglia. Per guarnire, una presa di cocco grattugiato. 


Come si prepara

Il matcha è piuttosto pregiato. Si può bere in qualunque momento della giornata. Si prepara per sospensione con il chasen, frullino di bambù, e la polvere rimane sospesa in superficie, non infusa. In una piccola ciotola di ceramica piena di acqua a 80°C, versa un cucchiaino raso di tè matcha e mescola rapidamente con il chasen con movimenti a zig-zag finché non forma una leggera schiuma in superficie. Bevi subito, non zuccherato (o al massimo con una punta di sciroppo d'agave). 


Fonte: Riza Alimentazione Naturale


venerdì 5 maggio 2023

DIETA CHETOGENICA, LIPOSUZIONE NATURALE - Prima parte

La dieta chetogenica, chiamata anche cheto o keto, è un trend nel mondo delle diete e fa molto discutere. C'è chi assicura che è il modo più semplice e rapido per tornare in linea e chi mette in guardia circa i rischi. Effettivamente, come molti regimi alimentari, presenta dei vantaggi e degli svantaggi, su cui cerchiamo di fare chiarezza in questo e nei prossimi post dedicati. La dieta chetogenica è sostanzialmente una strategia alimentare che riduce i carboidrati per spingere l'organismo a bruciare più grassi. Se limitiamo gli zuccheri semplici e complessi (la nostra principale fonte energetica), infatti, il corpo comincia a produrre energia a partire dalle sue riserve adipose. 


Cambia il metabolismo

Si sente dire che la dieta cheto sia una delle più efficaci. Eppure può essere anche pericolosa se non c'è dietro un esperto a prescriverla e a monitorarne le fasi. Quella cheto non è una semplice riduzione calorica, ma è un vero e proprio cambio di metabolismo, prescritto a volte come una terapia, in diverse situazioni patologiche anche molto diverse dal sovrappeso. Ma proprio come tutte le altre terapie, deve essere seguita soltanto su consiglio medico e sotto il suo controllo. 


Spinge a bruciare più grassi e può far perdere peso

Il meccanismo metabolico alla base della dieta chetogenica è la chetosi, un processo fisiologico che il nostro organismo attiva per rendere utilizzabili i grassi a scopo energetico quando la dieta è priva di carboidrati o in caso di digiuno prolungato. Ecco perché questa dieta, quando usata a scopo dimagrante, viene paragonata alla liposuzione. Una dieta si può definire chetogenica quando è in grado di indurre e mantenere uno stato di chetosi, con l'uso dei corpi chetonici come fonte di energia. 

Prevede un basso apporto di carboidrati

La dieta chetogenica è una dieta a bassissimo contenuto di carboidrati (inferiore a 30 grammi al giorno) con un rapporto variabile tra proteine e grassi. Non esiste un programma standard, perché la sua formulazione viene adattata dal medico in base agli scopi terapeutici e alle esigenze individuali. ecco perché, per seguirla, è necessario l'intervento di un dietologo, di un nutrizionista o di un dietista, che possa consegnarci un programma alimentare personalizzato. 


Risulta utile in caso di diabete e problemi al cuore

La dieta chetogenica è stata utilizzata nella Mayo Climic fin dall'inizio del '900 per curare l'epilessia, ma oggi la sua efficacia è dimostrata anche in patologie cardiovascolari e diabete. Inoltre, studi recenti stanno dimostrandone l'efficacia come trattamento del mal di testa, dell'ovaio policistico e di disturbi neurologici. Il meccanismo della chetogenesi è un'arma potente, che altera le condizioni del nostro organismo: ecco perché può essere molto utile ma deve essere sempre gestita da un medico. 

Come funziona in pratica

La dieta cheto sovverte le regole alimentari alle quali siamo abituati: non dobbiamo più temere i grassi, ma evitare rigorosamente le fonti di carboidrati e di zuccheri, anche quelle più sane, come la frutta e i cereali, perché il loro consumo non permetterebbe l'innesco della chetosi, il meccanismo dimagrante alla base di questo regime alimentare. Per questo motivo, è bene ripeterlo ancora una volta, non va improvvisata, ma va studiata insieme a un medico o a un esperto qualificato. 


Sulla lista della spesa

Gli alimenti chiave della dieta chetogenica sono quelli molto proteici e spesso anche ricchi di grassi, come carne, prosciutto, bresaola, uova, latte, formaggio magro, pesce di tutti i tipi, crostacei e molluschi. Ammesse anche noci, mandorle e frutta a guscio, che sono fonti di grassi buoni. Le verdure che si possono portare a tavola sono generalmente quelle verdi o bianche: quindi insalata, spinaci, bietole, cime di rapa, puntarelle, cavoli, cavolfiori, finocchi, zucchine, cetrioli, asparagi, broccoli... E' possibile condire con olio extravergine d'oliva, meglio se a crudo. Secondo la dieta cheto, però, bisogna limitare il consumo degli altri ortaggi, cioè quelli che contengono un moderato contenuto di carboidrati:  il caso ad esempio di carote, piselli, patate, ma anche di frutta zuccherina come ad esempio cocomeri, fragole, pesche o meloni. 


Altri cibi sono vietati

La dieta cheto prevede la totale esclusione di alcuni gruppi di alimenti, quelli che contengono naturalmente zuccheri. Quando si segue la dieta, bisognerebbe quindi eliminare la maggior parte delle fonti di carboidrati, in particolare prodotti da forno di origine industriale, dolciumi, merendine, barrette, biscotti, zucchero bianco o di canna, bevande dolcificate (anche tè e caffè zuccherati delle macchinette), pasta e pane, anche integrali, cereali in chicco e in fiocchi, pizza, focaccia, grissini, crackers, gelato, birra e alcolici. 


Fonte: Riza Alimentazione Naturale, con il contributo della dottoressa Alessandra Lodi.


domenica 30 aprile 2023

LA DIETA CHE CURA, POCHE CALORIE, ZERO SALE, BASSO INDICE GLICEMICO

Esiste la dieta ideale

Sicuramente ogni essere umano è un individuo unico, con delle specifiche che appartengono soltanto a lui, perché sono la somma di tutti gli accadimenti (fisici e psichici) di una vita intera (quello che i medici chiamano anamnesi). Sulla base di questi dati, per ogni persona dovrebbe essere redatta una dieta specifica. Ciononostante, esistono alcuni principi base che possono andar bene per quasi tutte le situazioni di stress fisico, di intossicazione, di sovrappeso, addirittura per il PCOS (ovaio policistico), e molte altre situazioni in cui l'alimentazione gioca un ruolo importantissimo, soprattutto per le donne. 


Principi fondamentali

1 - No a burro, formaggi grassi, insaccati, e limitare le carni rosse. Questi alimenti apportano grassi saturi che peggiorano l'insulino-resistenza. Bisogna preferire il pesce del Mediterraneo, fonte di Omega 3, antinfiammatori, e i legumi, ricchi di fibra. Ok ad un consumo moderato di uova, proteiche e nutrienti, purché biologiche (vedi articolo sulle uova su questo blog). 

2 - Gli zuccheri semplici e gli alimenti raffinati sono decisamente sconsigliati, soprattutto fuori pasto. Questo per tenere sotto controllo i fenomeni ingrassanti e, di conseguenza, tutto il quadro ormonale. Via libera alla fibra della verdura (che non deve mai mancare a pranzo e a cena), ai cereali integrali, utili per aumentare sazietà e stabilizzare umore e glicemia, e ai grassi salutari della frutta secca (che però va assunta con una certa moderazione nella quantità, per via delle calorie). 


3 - L'eccesso di sale è da evitare, perché fa aumentare il rischio di sviluppare ipertensione, di conseguenza sovraccaricare il sistema cardiocircolatorio con il sodio. Meglio preferire erbe aromatiche e spezie, aggiunte dopo la cottura, per poter utilizzare anche le loro caratteristiche antiossidanti. 

4 - Latticini con misura. Uno yogurt al giorno va bene, purché bianco e senza zucchero, che apporta calcio e vitamina D. Si possono consumare fino a due porzioni di formaggio a settimana, ma è necessario limitarne il consumo se si tratta di stagionati e formaggi grassi, meglio preferire il fresco e poco grasso. 



Come distribuire i pasti nell'arco della giornata? Dipende dal tipo specifico di corpo.

Il corpo "a pera", che tende ad accumulare grasso sui fianchi. Questo individuo può trarre giovamento da una dieta che fornisce la maggior proporzione di carboidrati nella prima parte della giornata. Per loro l'ideale è una colazione abbondante con cereali integrali, yogurt, frutta e noci, un pranzo tipico mediterraneo (pasta, legumi, verdura) e una cena light tendenzialmente proteica. 


Il corpo "a mela", accumula nella parte superiore del corpo, anche collo e viso. Queste persone possono trarre giovamento dal comportamento opposto: colazione e pranzo contenuti, proteici e ricchi in fibra, e una cena con cereali integrali, una piccola quota di proteine, magari del pesce, e tante verdure. 



Fonte: Riza Alimentazione Naturale


lunedì 17 aprile 2023

LE UOVA, TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE IN TRE PUNTATE (prima parte)

A partire da aprile le galline ne producono molte di più, perché le ore di luce aumentano. Scopri i consigli della nutrizionista per sceglierle e portarle in tavola nel modo giusto, sfruttando al massimo la loro carica di nutrienti preziosi.


Sei sicuro di conoscerle bene? Scopri il vero e falso delle uova.

SONO PESANTI DA DIGERIRE - FALSO

L'apporto di acidi grassi saturi dell'uovo è relativamente contenuto, ma è notevole la ricchezza di acido linoleico e acido oleico. I grassi dell'uovo, poi, sono molto digeribili perché la loro struttura consente un'emulsione perfetta nel tratto digerente. I lipidi, inoltre, apportano lecitina, una sostanze importante per combattere il colesterolo e che, insieme alla metionina, svolge un ruolo nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.

TROPPO COLESTEROLO - FALSO

Il contenuto di colesterolo dei tuorli, grazie alle nuove tecniche di allevamento, all'uso di mangimi differenti e all'età più bassa delle galline ovaiole, si è ridimensionato con gli anni: un tempo un tuorlo ne apportava circa 250 mg, oggi invece se ne trovano 180 mg (il 30% in meno).


CONTENGONO VITAMINA D - VERO

Un singolo uovo è un'ottima fonte di vitamine: troviamo la B1 e la B2, e in particolare nel tuorlo è presente la vitamina A, sotto forma di carotenoidi (provitamina A). Il tuorlo è uno dei pochi alimenti che contengono vitamina D. Le uova più ricche di vitamine sono quelle prodotte da galline ovaiole giovani. Zolfo, fosforo, ferro, sodio, potassio, cloro, calcio e magnesio completano la ricchezza nutrizionale dell'uovo. 

FANNO MALE AL FEGATO - FALSO

Marcello Ticca, medico e specialista in Scienza dell'Alimentazione, nel libro Miraggi alimentari, definisce questa affermazione "uno dei falsi miti alimentari più duri a morire". Le uova contengono fosfolipidi, colina e metionina, sostanze molto utili al benessere epatico. A patto di consumarle con misura, la salute del fegato non è compromessa. Le uova sono invece controindicate in caso di calcoli della colecisti o infiammazioni delle vie biliari.

FANNO AUMENTARE I GRASSI NEL SANGUE - FALSO

Le uova contengono colesterolo (soprattutto il tuorlo), ma hanno anche un profilo nutrizionale eccellente. Il nostro organismo produce da solo il colesterolo che gli serve ma ne limita la sintesi quando l'assunzione di questa sostanza attraverso la dieta è già sufficiente. Diversi recenti studi hanno messo in luce che non esiste correlazione certa o significativa tra consumo moderato di uova e rischi per il cuore. 


Guardiamole più da vicino

Il tuorlo: è la parte migliore dal punto di vista nutrizionale. 

E' la componente più ricca dal punto di vista nutrizionale ed è composto al 30% da grassi, oltre a acqua e proteine. La sua colorazione non è indice di qualità, ma dipende dai pigmenti naturali presenti nell'alimentazione della gallina. 

Il guscio: non farti ingannare dal colore.

Il guscio è una struttura rigida e fragile, che protegge l'uovo dai microrganismi, ma permette comunque gli scambi gassosi. Il colore dipende unicamente dalla razza di pollo.


L'albume: contiene acqua e proteine.

Il bianco è formato da acqua e proteine (10%), con una piccola quantità di zuccheri e sali minerali. I cordoncini bianchi all'interno, detti calaze, servono a mantenere il tuorlo sospeso al centro. 

UN ALIMENTO PREZIOSO

L'uovo che portiamo a tavola con noncuranza è in realtà un vero prodigio: in un sottile guscio protettivo racchiude l'informazione genetica e i nutrienti necessari a creare (se fecondato) l'embrione di pulcino. Per il suo grande valore nutritivo, l'uovo è un alimento straordinario per l'uomo e una fonte di aminoacidi essenziali di alto valore biologico. Per il 73% è composto da acqua, per il 13% da protidi, per il 12% da lipidi e per il restante 2% da glucidi e da sali minerali. Secondo le dimensioni, un uovo sviluppa dalle 54 alle 90 calorie. 



Fonte: Riza Alimentazione Naturale