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mercoledì 14 febbraio 2024

5 REGOLE PER RINFORZARE IL SISTEMA IMMUNITARIO

Buona parte delle difese immunitarie si trova nell’intestino. Ecco perché ciò che metti nel piatto ha un impatto enorme sulla loro salute.

La dieta che seguiamo ha un’importanza fondamentale; molti cibi, se assunti con regolarità, nel contesto di uno stile di vita sano, hanno la capacità di riequilibrare le nostre difese, a partire dai linfociti, una classe particolare di globuli bianchi schierata in prima linea per difenderci dagli agenti patogeni,. Altri cibi invece possono agire come veri e propri antibiotici, perché aiutano a distruggere molte tipologie di virus. Anche questi non possono mancare nella dieta invernale.


1 – Mangia ogni giorno un alimento arancione.


Vitamina A e carotenoidi proteggono tessuti e mucose, incluse quelle dei bronchi e dei polmoni, e aiutano ad accrescere il numero di cellule in grado di combattere le infezioni, supportano l’azione dei linfociti T (importanti cellule immunitarie) e contribuiscono ad eliminare i radicali liberi. Per non sbagliare, fatti guidare dal colore: queste sostanze preziose abbondano nei vegetali arancioni o rossi, ad esempio zucca, carote, peperoni e patate dolci (ma anche pomodori, meloni, albicocche e angurie, quando è stagione). Porta in tavola ogni giorno un vegetale arancione e abbinalo ad una verdura a foglia verde (come prezzemolo, spinaci e cavoli: anche loro sono preziose fonti di vitamine A e C) e ad una piccola quota di grassi buoni (come olio extravergine di oliva, semi oleosi o avocado), che ti aiutano a preservare meglio i carotenoidi nell’organismo.

2 – Rinuncia alla cottura ogni volta che puoi.


La vitamina C riduce fino al 40% l’azione dannosa dei radicali liberi sui globuli bianchi e potenzia l’attività dei linfociti. Questa sostanza però è sensibile al calore: le cotture prolungate la danneggiano. Meglio assumerla tramite alimenti di stagione crudi o solo leggermente cotti (preferibilmente al vapore). Questo mese trovi la vitamina C soprattutto in lattuga, radicchio, spinaci, broccoli, cavoli e cavolfiori. Ottimi anche i kiwi: in un solo frutto di medie dimensioni trovi quasi tutta la vitamina C di cui hai bisogno in un giorno.

3 – Oltre all’acqua bevi tè in abbondanza.


Secondo i ricercatori della Harvard University, con 5 tazze di tè al giorno per due settimane il sistema immunitario quadruplica le sue forze. Il merito sarebbe della L-teanina, aminoacido che permette l’incremento dell’interferone, proteina che combatte le malattie. Scegli il tè verde, che è antiossidante e contrasta i radicali liberi, e bevilo preferibilmente nella prima parte della giornata.


4 – Per condire usa timo e olio di lino a freddo.


Sui piatti abbonda con curcuma, pepe nero, prezzemolo, alloro, rosmarino e soprattutto timo, che contiene un potente olio antisettico (aggiungilo a fine cottura). Il timo ha azione antibiotica e antivirale utile contro alcuni batteri patogeni e a sostegno dell’apparato respiratorio. Per condire a crudo, usa l’olio di lino spremuto a freddo (2 cucchiaini al giorno): gli acidi grassi Omega 3 e 6 contrastano le infiammazioni stagionali.

5 – Non dimenticare i funghi.


I funghi invernali (leccini, cantarelli, pinaroli, pleuroti) e i funghi officinali orientali (come shiitake e ganoderma) contengono betaglucani, che incrementano l’attività del sistema immunitario contro infezioni e virus. Uno studio apparso su Food Chemistry ha stabilito che consumare regolarmente champignon determina da subito un aumento degli anticorpi.


Fonte: Riza Alimentazione Naturale

venerdì 23 giugno 2023

IL POMODORO, FRUTTO DELLA VITA E CUSTODE DEL CUORE

La purpurea meraviglia offerta dagli Aztechi

I primi a scoprire il pomodoro furono gli Aztechi. Il frutto all'epoca era davvero un "pomo d'oro", giallo, pieno di semi e bitorzoluto. Nel corso dei secoli, selezionando le specie, ha assunto l'aspetto odierno. A importarlo in Europa nel 1540 fu Herman Cortes, ma per via della somiglianza con piante velenose, inizialmente si credeva che il pomodoro fosse tossico e veniva coltivato solo per scopi estetici. 
Il pomodoro è ricchissimo di virtù: il potassio, che regola la funzione renale e muscolare e la pressione, le vitamine K e C, insomma, è il re della tavola estiva: rinfresca, idrata e remineralizza. 
Il pomodoro è una miniera di licopene, vero integratore naturale di giovinezza. Questo carotenoide è responsabile del colore rosso del frutto e delle sue virtù antiage e preventive.

Un efficace salva arterie

Una ricerca dell'Università di Cambridge ha dimostrato che il licopene svolge una funzione protettiva nei confronti del tessuto cardiaco e ne migliora l'efficienza. Stando agli studi dell'Università di Adelaide (Australia), la sostanza antiossidante riduce il colesterolo "cattivo" e i livelli medi di pressione sanguigna. Per ottenere tale effetto benefico servono 25 mcg di licopene al giorno, quindi 18 grammi di pomodoro fresco!

Occhi sempre giovani

Diverse indagini hanno evidenziato che la mancanza di antiossidanti è una concausa di degenerazione maculare e cataratta. L'assunzione regolare di pomodori (e licopene di conseguenza) ne favorisce la prevenzione e salva la vista. 

Un potente antidoto alla spossatezza

Il pomodoro è il miglior alleato per contrastare quella stanchezza estiva che, complice il caldo afoso, fa sentire senza forze. Attraverso l'acqua che contiene per il 95%, l'ortaggio veicola nel corpo minerali preziosi per rigenerare i muscoli affaticati e prevenire crampi e contratture. E' ricostituente e previene la perdita di nutrienti che avviene con la sudorazione. In più la vitamina C abbassa lo stress, favorisce la produzione di energia e rinforza le difese dell'organismo. 

Una barriera contro i tumori di pelle e seno

Stando agli studi del World Foundation of Urology, l'azione antiossidante del licopene è un ottimo scudo contro più di un tumore, ad esempio alla prostata, il più diffuso nel sesso maschile. Altri studi hanno dimostrato che il licopene aiuta a prevenire anche le neoplasie di pelle, tratto digerente, ovaie e seno. Una mole di dati scientifici ne ha attestato quelle che vengono chiamate proprietà chemio preventive, ovvero la capacità di neutralizzare le cellule malate.

Tiene al riparo dalle tossine nocive

Il pomodoro può bloccare l'azione di veleni e tossine pericolose per la salute. In particolare è schierato in prima linea contro le famigerate aflatossine, che vengono sviluppate da lieviti microscopici in ambienti caldo umidi e che possono contaminare cereali e legumi essiccati. Il licopene è in grado di svolgere un'azione protettiva anche dai metalli pesanti, come il cadmio, un inquinante che finisce spesso nella nostra catena alimentare. 

Aumenta la fertilità maschile

Allan Pacey è un grande esperto di infertilità. Alla ricerca di terapie efficaci per contrastare il calo di spermatozoi, ha provato a usare il licopene come antiossidante per valutarne l'effetto sulla produzione del seme. Dopo 3 mesi di assunzione, c'è stato un recupero della capacità procreativa, segnale del fatto che la nostra dieta è povera di antiossidanti naturali. Assumere pomodoro ed altri alimenti che li contengono ci viene sicuramente incontro anche in questo campo. 

Con datterini e costoluti puoi dire addio all'ipertensione

Pochi zuccheri e tanta acqua, potassio e antiossidanti: è questa la formula magica che rende i pomodori amici delle arterie. Questo mix di nutrienti, infatti, è utile per garantire gli scambi cellulari e mantenere sotto controllo la pressione arteriosa, che quando si alza troppo diventa uno dei principali fattori di rischio di infarto, ictus e malattie cardiovascolari. Il modo migliore per godere delle virtù ipotensive dei pomodori è mangiarli crudi, in insalata. Se infatti la cottura esalta il contenuto di licopene, allo stesso tempo riduce leggermente quello di vitamina C e potassio. 

Consigli per l'acquisto del pomodoro giusto

Il pomodoro deve essere mangiato quando è ben maturo, cioè quando la polpa è soda e il colore acceso, tendente al rosso vivo (se la varietà lo prevede). L'area attorno al picciolo deve avere venature verdi e la rosetta, cioè la parte opposta, un colore brillante. Nei pomodori acerbi ci sono pochi antiossidanti e molte solanine, alcaloidi in grado di causare disturbi allo stomaco, e acidi ossalici, che favoriscono calcoli renali e malassorbimenti.

No agli esotici

Spesso i paesi d'origine sull'etichetta sono Tunisia o Marocco: qui i frutti sono raccolti prima della maturazione e conservati a bassissime temperature. Possono essere trattati con antiparassitari, che invece in Italia sono vietati, per nostra fortuna.

 

Quelli gialli sono depurativi

Recentemente si stanno diffondendo le varietà gialle. Tra le più note c'è il dolce pomodorino del Piennolo, nella zona del Vesuvio: rispetto al cugino rosso, è più ricco di pectina e betacarotene. Un vero toccasana per l'intestino e il cuore. 


Fonte: Riza Alimentazione Naturale






mercoledì 21 giugno 2023

PASSION FRUIT, UN MORSO DI PASSIONE PER VINCERE L'ANSIA

La sua polpa deliziosa è un calmante naturale: distende i nervi tesi e placa i disturbi della pancia.

Ha le dimensioni di un limone, un profumo intenso e un gusto acidulo e dolce allo stesso tempo. Il passion fruit è un frutto esotico dalla buccia coriacea marrone-porpora. L'interno, cavo, contiene una polpa gelatinosa verde-arancione, quasi fosforescente, ricchissima di piccoli semi super sazianti. Il frutto è simile a un uovo e si può anche mangiare come tale, incidendo la calotta superiore e bevendone il dolce contenuto.


E' il dono della passiflora

Il frutto della passione proviene da una varietà commestibile dell'albero della passiflora (Passiflora edulis), detta anche maracuja o granadilla, piccolo melograno, a causa della ricchezza di semi. Nella maggior parte dei Paesi il nome è legato al simbolismo cristiano. In alcuni luoghi è chiamato "fiore dell'orologio" per via dell'infiorescenza in qualche modo simile a un quadrante. Il passion fruit è prezioso per i disturbi di stomaco e intestino, è un calmante naturale e un antifame grazie ai semini che vanno masticati a lungo. 


Le mille proprietà del dolce maracuja

Il passion fruit contiene molti antiossidanti e fibre, indispensabili per il benessere dell'apparato digerente. Apporta ferro, zinco, magnesio, selenio, Omega 6, acido citrico, tracce di acido ascorbico, amido e sostanze aromatiche. E' ricco di potassio, che regola la pressione e fa bene al cuore: in 100 grammi ce ne sono 348 mg. Un frutto della passione ha il potassio di 2-3 banane!

Tris formidabile di antiossidanti

Il passion fruit contiene due antiossidanti potentissimi: betacarotene e licopene. Il primo previene le neoplasie, protegge pelle e mucose e fa da scudo contro infezioni e danni degli agenti atmosferici inquinanti. Rinforza ossa e denti ed è benefico per gli occhi. Anche il licopene è prezioso per pelle, cuore e occhi (che difende da cataratta e maculopatia senile) e protegge la prostata. Infine la vitamina C rende questo frutto utile per mantenere elastica la pelle, per favorire l'assorbimento di ferro, prevenire le infezioni e combattere lo stress ossidativo. 


Fa benissimo all'intestino

Una porzione di passion fruit fornisce il 98% del fabbisogno giornaliero di fibra. Il frutto contiene in particolare pectina, che aiuta la regolarità intestinale e nutre la flora batterica. Le mucillagini della polpa, come le foglie di passiflora, contrastano gli spasmi gastrici, svolgendo una buona azione digestiva. Il contenuto di vitamine B2 e B6, oltre che di pectina, calma le mucose e favorisce la circolazione sanguigna. Per questo è utile contro ulcere e infiammazioni dell'apparato digerente. 


Favorisce relax e notti tranquille

La maracuja contiene passiflorina, sostanza che agisce da blando sedativo, efficace ma non invasivo. Distende i nervi, favorisce il rilassamento notturno e facilita l'addormentamento. Nella polpa è poi presente l'harman, composto collegato a una riduzione dell'insonnia e dell'ansia nervosa. L'abbondanza di potassio rilassa le pareti dei vasi, migliorando l'afflusso di sangue. Le tribù del Rio delle Amazzoni usano il frutto come sedativo e antidolorifico: le sue capacità antinfiammatorie sono confermate da uno studio dell'Università dell'Arizona. 


Per la silhouette è la scelta giusta

Il pregiato frutto esotico ricco di polpa (97 grammi per etto) è adatto a chi deve perdere peso. Il primo merito va alla pectina, che nello stomaco assume una consistenza gelatinosa, ha effetto saziante e dà uno stop alla voglia di cibi golosi. Inoltre questa fibra ritarda l'assorbimento dei carboidrati nell'intestino e facilita la metabolizzazione dei grassi, con effetti benefici anche sulla glicemia. I semi croccanti che abbondano nella polpa vanno masticati a lungo e danno una sensazione di grande appagamento, mentre il sapore marcato satura subito il palato. 

ATTENZIONE: oltre che nei casi di allergia specifica, i soggetti allergici al lattice dovrebbero astenersi dal frutto della passione, poiché potrebbero accusare disturbi allo stomaco.

Il frutto misterioso che illumina i sogni e la pelle

Il passion fruit è originario del Brasile, ma viene coltivato anche in altri Paesi a clima tropicale e subtropicale. La colorazione della buccia varia in base alla specie di appartenenza della pianta. Esistono, infatti, due varietà principali della maracuja che si differenziano proprio per la tonalità della scorza. La Passiflora edulis flavicarpa, detta anche "maracuja gialla" ha la buccia giallo acido. Inoltre i frutti della prima varietà sono leggermente più piccoli rispetto a quelli dell'altra. Entrambe le tipologie hanno una forma ovale o tondeggiante, di taglio medio quella viola e più grande quella gialla. 


La granadilla spegne i brutti pensieri

La granadilla, o Passiflora ligularis, è un dolcissimo frutto della passione d'alta quota, originario delle regioni montagnose del Sud America, nello specifico della Bolivia, del Venezuela e della Colombia. Grande poco meno di una mela, questa varietà ha la parte esterna fragile e una polpa gelatinosa e trasparente che ne protegge i semi neri. E' simile alla maracuja, ma è dotata di un retrogusto più asciutto e di semi più croccanti. Inoltre questa particolare granadilla si dimostra una buona fonte di vitamine A, B e K, ed è ricca di vitamina C. In un solo frutto si trova quasi il 50% della dose giornaliera raccomandata di questa fondamentale sostanza.




Regala nuovo sprint alle difese immunitarie

Gli antiossidanti come il licopene e i flavonoidi agiscono in sinergia con la vitamina C per potenziare il sistema immunitario. Degna appartenente alla famiglia della passiflora, la granadilla è il frutto utile per combattere l'insonnia, gli stati d'ansia e le preoccupazioni. Un consumo regolare produce nell'organismo un naturale effetto tranquillante. 

La buccia rugosa è garanzia di bontà

Questo frutto esotico sorprendente per la salute, oggi è diffuso anche in Italia. Lo si può acquistare nelle grandi catene dei supermercati, nei mercati di frutta ben forniti e nei migliori negozi con disponibilità di frutta esotica. Attenzione perché l'aspetto può ingannare. Se hanno la buccia liscia e coriacea i frutti potrebbero non essere del tutto maturi: dunque, la loro polpa potrebbe essere piuttosto acida. Quando sono ben maturi e quindi più dolci, questi frutti sono meno belli a vedersi: h


anno una superficie piuttosto rugosa e raggrinzita, ma promettono una polpa più succosa e dolce. 

Ci sono anche quelli nostrani

Per gustare il passion fruit basta incidere con un coltello la parte superiore, togliere la calottina e mangiare la polpa con un cucchiaino proprio come se fosse un dessert. La maggior parte dei frutti che troviamo in commercio arriva dall'estero. Tuttavia è possibile trovare anche passion fruit italiani provenienti da regioni dal clima mite come la Liguria e la Sicilia. Il sole caldo, il vento secco e il clima mediterraneo regalano a questi frutti un sapore e proprietà nutrizionali unici.

Come conservarlo

La buccia spessa protegge piuttosto bene questi frutti esotici, quindi la loro conservazione non è difficile. Se sono ben maturi, si conservano perfettamente fino a una settimana in frigorifero. Se hai intenzione di conservarli e poi utilizzarli in cucina, in preparazioni dolci o salate, puoi anche congelarli in sacchetti da freezer sigillati ermeticamente. Puoi surgelare il frutto intero oppure soltanto la polpa. 

Anche l'olio e il succo

In erboristeria o nei negozi di prodotti naturali è possibile trovare in commercio il frutto della passione in diversi "formati". Ad esempio sotto forma di estratto secco oppure di olio, che viene ricavato dalla buccia e dai semi del passion fruit. Esiste poi il succo: in questo caso, è importante assicurarsi che il prodotto sia il più possibile naturale e puro, privo di dosi eccessive di zuccheri aggiunti e conservanti.


Passione sì, ma quale?

Un equivoco circonda il nome del frutto della passione, che ha poco a che fare con il romanticismo. La passione cui si fa riferimento, in realtà, è quella di Cristo, perché il fiore evoca la corona di spine, i chiodi e il martello della crocifissione. Fu un missionario agostiniano, nel 1610, a intravedere queste analogie: ne fu talmente colpito che decise di importare la pianta in Europa. 


Fonte: Riza Alimentazione Naturale



mercoledì 17 maggio 2023

GONFIORE E PESANTEZZA DELLE GAMBE, COME SI COMBATTONO

La pesantezza e il gonfiore delle gambe sono causati da un rallentamento della circolazione. Gioca d'anticipo con i cibi giusti, quelli che rinforzano dall'interno le vene e i capillari, e risolvi il problema in tempo per affrontare l'estate.


La causa di questi sintomi è da ricercare in un calo di efficienza della circolazione sanguigna, che rende le vene, in un certo senso, più deboli. In parte c'entra la predisposizione genetica, ma non bisogna trascurare l'alimentazione e lo stile di vita. Agire su questi due fronti è indispensabile per assicurarti gambe snelle e leggere in tempo per l'estate. La prima cosa da fare è evitare la sedentarietà e l'inattività: rimanere per troppe ore al giorno seduti o in piedi è deleterio. L'applicazione di gel e creme apposite può essere utile per riattivare il microcircolo dall'esterno.

Agisci dall'interno

Allo stesso tempo però è bene portare in tavola ogni giorno quei cibi capaci di agire dall'interno per dare nuovo sprint alla circolazione. Lo spiega la dottoressa Sarah Giuffrè, biologa nutrizionista e specialista in Scienze dell'alimentazione: "Un ruolo chiave per la circolazione è proprio la scelta degli alimenti, perché alcuni di essi contengono sostanze molto utili e benefiche. I cibi da promuovere sono quelli ricchi di polifenoli (antociani e flavonoidi), ovvero antiossidanti di colore rosso/viola, che aiutano elasticità e tono dei vasi e dei capillari. Anche il betacarotene, un precursore della vitamina A, è molto utile". Indispensabili sono anche le fonti di Omega 3 e di potassio, come anche tutti i cereali integrali. 


Tanti benefici

Questa doppia strategia dall'interno (a tavola) e dall'esterno (con trattamenti e sport)è un toccasana per l'apparato circolatorio che, se funziona bene, può provvedere in modo efficiente: in pratica distribuisce ossigeno e nutrienti ad organi e tessuti, eliminando l'anidride carbonica e le sostanze di scarto. Inoltre diffonde i globuli bianchi e gli ormoni. Il sangue può circolare bene solo se il sistema che lo trasporta è efficiente. Per questo i vasi sanguigni non devono essere ostruiti e le pareti dei vasi devono essere elastiche. 

Occhio al sovrappeso

Il sovrappeso può accentuare i problemi circolatori e le loro conseguenze. Segui uno stile di vita attivo e una dieta sana e, se necessario, valuta l'uso di integratori che stimolino il metabolismo e ti aiutino ad attenuare la fame. Sono utili a questo scopo i principi attivi di piante come la Garcinia cambogia, il fico d'India (nopal), l'acacia o l'undaria. 


Segnali a cui fare attenzione

Ci si può accorgere di un rallentamento alla circolazione se sono presenti questi sintomi:

  • dolore a gambe, caviglie e polpacci;
  • sensazione di pesantezza alle gambe:
  • formicolio e prurito alle gameb:
  • comparsa di capillari o macchie sulle gambe;
  • presenza di vene varicose;
  • edemi e gonfiori, soprattutto dopo essere stati in piedi a lungo.

I tuoi alleati a tavola

  1. I frutti più utili per alleggerire le gambe sono ribes nero e frutti di bosco, ciliegie, fragole e mele, tutte fonti di polifenoli. Sì anche a mango, ananas, albicocche disidratate, kiwi, avocado, melone, pesche, albicocche fresche, agrumi.
  2. I vegetali, nella dieta per tonificare la circolazione, devono abbondare. Metti sulla lista della spesa cipolle, carote, pomodori, peperoni, prezzemolo, spinaci, olive e aglio. Sì anche ai legumi, che apportano potassio. 
  3. Per condire usa l'olio extravergine di oliva, di semi di lino o di canapa (a crudo). Al posto del sale, abbonda con zenzero e peperoncino, che aiutano la circolazione periferica. Anche cioccolato fondente e bacche di acai sono utili allo scopo.
  4. Sì alle fonti di Omega 3 come sgombro, salmone, tonno, aringa, crostacei e trota. Vanno bene anche le fonti veg come semi di colza, soia, tofu e semi oleosi (lino, zucca, girasole) e frutta secca, tipo le mandorle. 
Tutti gli alimenti o prodotti colorati in blu sono collegati alla pagina di Amazon, dove puoi trovare quello che non riesci a trovare in commercio. 

Il menu che tonifica il microcircolo

I cibi utili per una circolazione efficiente li abbiamo visti: adesso è ora di passare dalla teoria alla pratica. Ecco un esempio di giornata tipo ricca di alimenti che ti assicurano polifenoli antiossidanti, potassio, betacarotene e Omega 3: tutto ciò che serve per gambe snelle e leggere. Ricorda che nel corso di tutta la giornata (non solo ai pasti) è importante bere molta acqua tisane e frullati.


Ore 8:30
Puoi gustare un uovo alla coque con crostini di pane nero integrale e una macedonia con fragole, ribes e qualche mandorla a scaglie. Bevi anche una tazza di tè verde.
Ore 10:30
Mangia 2-3 albicocche disidratate (o un quadratino di cioccolato fondente) e bevi un bicchiere di acqua con pura linfa di betulla. Altri estratti vegetali utili per tonificare i vasi e il microcircolo sono ippocastano, centella asiatica, meliloto o vite: li puoi trovare in erboristeria e usarli per realizzare infusi da bere a temperatura ambiente. In alternativa sono anche già abbinati in integratori alimentari pensati proprio per drenare e tonificare le gambe.
Ore 13:30
Prepara un trancio di tonno alla griglia con prezzemolo fresco e limone e un'insalata con rucola, avocado, peperoncino e semi di zucca senza sale.
Ore 16:00
Bevi un bicchiere di frullato preparato con ananas fresco, rizoma di zenzero grattugiato e menta.
Ore 18:00
Aperitivo? No, grazie, opta per un succo di pomodoro non condito con crudités o qualche oliva nera.
Ore 20:30
A cena prepara un tofu strapazzato con curcuma, pepe nero, cipolla e piselli e un contorno di spinacini e carote grattugiate con olio extravergine di oliva e limone.

Cibi ai quali conviene rinunciare

Oltre ai cibi amici, ci sono anche quelli da evitare, se punti a riattivare la circolazione, con buoni effetti sugli arti inferiori. Vanno limitati i grassi saturi, quindi salame, mortadella e salumi grassi, burro, panna, formaggi (soprattutto quelli grassi), strutto e gli zuccheri semplici, cioè quelli di dolci, biscotti, torte, gelati e miele. Da limitare anche il sale. Attenzione anche a ciò che è già presente negli alimenti confezionati, come la salsa di soia, formaggi stagionati, cibi in scatola, salumi insaccati. 


Fonte: Riza Alimentazione Naturale
Con la consulenza della dottoressa Sarah Giuffrè, biologa nutrizionista e specialista in Scienze dell'alimentazione.


lunedì 15 maggio 2023

COME AIUTARE GLI OCCHI CON GLI ALIMENTI GIUSTI

Con il passare degli anni, non devi per forza rassegnarti all'idea di vedere sempre peggio e sempre meno. Esiste un'alternativa, e la trovi nel tuo piatto!


Oggi i medici ci dicono che non si può vedere bene se non si segue un'alimentazione corretta. Una buona dieta è il segreto per conservare la salute e la giovinezza degli occhi, per prevenire quelle malattie, più frequenti con il passare degli anni, che pregiudicano in vario modo la capacità visiva. Persino patologie degenerative come cataratta o glaucoma, quando scatenate da fattori ambientali e non genetici, possono essere prevenute attraverso una giusta alimentazione.

Alza la guardia

Prendersi cura degli occhi anche a tavola, è una necessità soprattutto alle porte dell'estate, quando le ore di luce (e le occasione per esporsi al sole) aumentano. I raggi Uv infatti, hanno sugli occhi gli stessi identici effetti che hanno sulla pelle. Le radiazioni solari causano una iperproduzione di radicali liberi che danneggia cristallino e retina, facendo "invecchiare" l'occhio e favorendo cataratta e degenerazione maculare, soprattutto negli anziani. 


Stop all'ossidazione

Contrastare i radicali liberi è dunque il primo passo per vederci bene ad ogni età, come conferma la dottoressa Maria Papavasileiou: "Anche per mantenere gli occhi sani è importante rallentare l'ossidazione delle cellule con una dieta adeguata, accompagnata da regolare attività fisica". La dose quotidiana corretta di antiossidanti, contenuti soprattutto nei vegetali freschi e di stagione, è la migliore assicurazione contro i radicali liberi in eccesso.

Uno stile di vita nuovo

Ma non solo: "Per evitare la degenerazione cellulare", prosegue la nutrizionista, "bisognerebbe poi eliminare dalla propria dieta, o almeno limitare il più possibile, le farine bianche e i prodotti derivati, gli affettati, le carni rosse e lo zucchero raffinato, che alza il livello dell'insulina, responsabile dei processi di infiammazione. Anche gli alcolici vanno assunti con estrema moderazione, dato che accelerano il processo di degenerazione maculare". E' bene ricordare, infine, che la prevenzione dei disturbi agli occhi non passa solo dall'alimentazione, che pur resta fondamentale. E' importante fare attività fisica regolare e, all'aperto, proteggere adeguatamente gli occhi dai raggi Uv con un buon paio di occhiali da sole. 


Proteggi la retina dal sole

A tavola uno dei migliori alleati della vita è la luteina, molecola che appartiene alla famiglia dei carotenoidi che l'organismo è in grado di sintetizzare, ma che è importante integrare tramite l'alimentazione. Una volta assunta, la luteina si concentra nella macula, la parte centrale della retina, formando dei pigmenti maculari in grado di filtrare i raggi ultravioletti. Questo carotenoide si trova anche nel cristallino, dove combatte la degenerazione cellulare responsabile della cataratta. La carenza di luteina può causare malattie come congiuntivite o retinite pigmentosa. Ina ricerca dell'Università di Harvard ha scoperto che 6 mg al giorno di luteina abbassano del 43% anche il rischio di degenerazione maculare. 

Sì a fagiolini, rape, pomodori e rucola

A maggio le migliori fonti di luteina sono le verdure a foglia verde, come cavolo riccio, spinaci, cavolo verde, rape, fagiolini, rucola, prezzemolo e basilico. Ottimi anche i pomodori rossi e gialli, che fra qualche settimana invaderanno i banchi del mercato. La luteina è una sostanza liposolubile e quindi va sempre accompagnata con una fonte di lipidi: olive, semi oleosi, frutta secca o semplicemente olio di oliva extravergine. Stando a uno studio della Purdue University pubblicato su Molecular Nutrition and Food Research, chi consuma un'insalata verde con olio di oliva extravergine assimila una quota maggiore di sostanze nutritive come luteina, licopene, betacarotene e zeaxantina, tutti antiossidanti fondamentali per la salute degli occhi. 


I 5 cibi indispensabili per aiutare la vista

Più antiossidanti e luteina, meno cibi raffinati e infiammanti, come abbiamo appena spiegato, ma ci sono altri nutrienti utilissimi per prevenire i più comuni disturbi e patologie che possono pregiudicare la capacità di vedere bene, soprattutto con il passare degli anni. 

  1. Olio di germe di grano, contro la cataratta e il glaucoma. L'olio di germe di grano, come anche gli olii di semi e l'extravergine di oliva, è una fonte eccellente di vitamina E, un antiossidante importante per ridurre il rischio di cataratta, oltre che per proteggere il nervo ottico dal glaucoma. L'olio di germe di grano ne è la principale fonte alimentare: si usa a crudo sui piatti freddi. In alternativa la vitamina E si trova anche nella frutta secca a guscio come mandorle, nocciole e noci, oltre che nella soia e nei suoi derivati, nell'avocado e nei cereali integrali.
  2. Alici e sardine, aiutano la riparazione cellulare della retina. Gli Omega 3, soprattutto in età avanzata, favoriscono la riparazione cellulare della retina. Tra questi grassi polinsaturi si trova anche il Dha, che è una parte costitutiva delle membrane dei bastoncelli della retina, fotorecettori importanti per la visione in condizioni di scarsa visibilità e responsabili della visione notturna. La carenza di Omega 3 può causare secchezza oculare e degenerazione maculare. Per avere sempre il giusto apporto di grassi polinsaturi si può consumare la frutta secca a guscio, l'olio di semi di lino e pesce come alici, sardine, trota e salmone. +-
  3. Le prime pesche proteggono dalle infezioni oculari. Questo mese puoi approfittare delle prime pesche in commercio. La vitamina C che contengono protegge l'occhio dalle infezioni ed è nemica dei radicali liberi, stimolando l'attività delle cellule del nervo ottico e mantenendolo in forma grazie al suo potere antiossidante. A maggio trovi la vitamina C anche in peperoni gialli e rossi. 
  4. Lo spinacino previene la cecità notturna. Si sente dire spesso che le carote aiutano a vedere meglio di notte. In effetti le carote, come spinacini, spinaci, tuorlo d'uovo e albicocche, sono molto ricche di vitamina A antiossidante, che favorisce la visione crepuscolare, cioè aiuta l'occhio ad adattarsi alle variazioni di luce e a vedere nella penombra. La sua carenza può causare secchezza dell'occhio o cecità notturna. Prova ogni giorno un centrifugato di spinacino e carote crude. 
  5. Il grana è uno scudo dal rischio congiuntivite. Nei formaggi a pasta dura come il grana (ma anche nel latte e negli altri suoi derivati) trovi la preziosa vitamina B2 (riboflavina), che rallenta la degenerazione del cristallino. Una carenza di questa vitamina, che non si accumula nel corpo e deve quindi essere regolarmente assunta tramite l'alimentazione, può causare tra le altre cose problemi oculari come cataratta, congiuntivite e opacità delle lenti. Altre fonti di vitamina B2 sono lievito, grano integrale, legumi e uova. 

Fonte: Riza Alimentazione Naturale

lunedì 24 aprile 2023

ASPARAGI, MIGLIORI ALLEATI DEI RENI

Gli asparagi sono gli ortaggi della primavera e lo si deduce anche dal nome, che deriva da "asparag", che significa germoglio. 


Non a caso è un vegetale affine al rene, l'organo che secondo la medicina cinese accumula energia durante l'inverno, per sostenere la riattivazione dell'organismo in primavera. Il legame con i reni è evidenziato dal contenuto di asparagina, un aminoacido diuretico responsabile del tipico odore dell'urina dopo un bel piatto di questi squisiti ortaggi. Anche la ricerca conferma quest'alleanza tra asparagi e reni, infatti, secondo uno studio pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, gli asparagi contengono una sostanza che inibisce l'enzima di conversione dell'angiotensina, l'ormone che stimola la pressione arteriosa, impedendo l'ipertensione e preservando le funzioni renali. L'azione regolatrice sulla pressione è enfatizzata anche dai composti antiossidanti come la quercetina e il campferolo, nel caso degli asparagi verdi, e gli antociani, negli asparagi violacei, che inoltre riducono il rischio cardiovascolare e il livello di infiammazione nell'organismo. 


Più regolarità intestinale, meno ritenzione idrica

Questo mese è il migliore per una scorpacciata di asparagi, che aiutano il transito intestinale, hanno un delicato effetto detox e contrastano i ristagni di liquidi e la ritenzione idrica. Sceglili con la punta liscia, lucida e ben chiusa (segnali di freschezza) per fare il pieno di vitamine e minerali che mantengono l'organismo pieno di energia. In questi ortaggi trovi soprattutto potassio, fosforo e vitamina C. Un etto di asparagi di garantisce anche il 50% della razione quotidiana raccomandata di vitamina K, utile per la robustezza delle ossa. 


Ogni tipologia ha le sue virtù

  • Il bianco di Bassano ha tanti minerali. Il turione, la parte edibile, è spessa e bianca a causa di una particolare tecnica di coltivazione che la tiene al riparo dalla luce e che le conferisce un caratteristico gusto amarognolo. E' perfetto per un risotto ipocalorico ricco di fibre e minerali.
  • Il rosa di Mezzago dai terreni ferrosi. Questa qualità di Asparagus officinalis ha marchio De.C.O. (denominazione comunale): il suo apice, la punta di 3 centimetri, è rosata perché è esposta alla luce del sole solo all'alba, mentre il turione è completamente bianco. E' coltivato in terreni argillosi, molto ricchi di minerali ferrosi.
  • L'asparago selvatico è il più antiage. Ad Aprile è facile avvistare in campagna cespi di asparagi selvatici, un tipo di asparago molto sottile e quasi violaceo che cresce spontaneamente nelle zone centro meridionali d'Itali. Questi asparagi sono particolarmente ricchi di vitamina C e caroteni antiossidanti, che aiutano a proteggere la pelle e le mucose: consumalo crudo affettando i 7 centimetri dalla punta e condendo con un filo di olio, limone e sale. 

Sì con le uova, no con i funghi

Uova e asparagi sono perfetti: l'uovo non impegna i reni, è un'associazione digeribile e saziante. Gli asparagi non sono adatti a chi ha calcolosi renale, gotta, cistite, litiasi urinaria, infiammazioni delle vie biliari o nefriti. Meglio non abbinarli ai funghi: possono affaticare reni o fegato. 

Ricetta classica con asparagi e uova

Ingredienti:
  • 2 uova
  • 1 mazzetto di asparagi
  • burro
  • sale e pepe
  • formaggio grattugiato
Preparazione:
  1. Pulire gli asparagi, staccando con un colpo deciso la parte bianca (oppure con un coltello).
  2. Cuocere gli asparagi preferibilmente al vapore, o lessati per pochi minuti con le punte in su.
  3. Ripassare velocemente in padella con il burro, sale e pepe e metterli da parte.
  4. Cuocere due uova nella stessa padella, con il coperchio, senza mescolare.
  5. Disporre le uova sopra agli asparagi e spolverare con formaggio grattugiato a piacere.
Buon appetito!



Fonte: Riza Alimentazione Naturale, con la consulenza del dietista Loreto Nemi. 


venerdì 21 aprile 2023

OKRA, PER COMBATTERE LE MALATTIE METABOLICHE E DIMAGRIRE

Conosci l'Okra? Da noi è ancora una novità, ma sulle tavole indiane o africane l'okra (o gombo) è una presenza quotidiana. Viene chiamata anche "zucchina mediorientale", ma la sua produzione è già cominciata anche in alcune regioni italiane, come il Lazio, la Sicilia, la Sardegna. Nell'aspetto verde e allungato ricorda molto i friarielli campani, ma il sapore è decisamente diverso: hanno un retrogusto delicato e dolciastro simile all'asparago e una polpa gelatinosa e filamentosa che viene sfruttata per addensare le zuppe e le minestre. Proprio nella polpa sono racchiuse diverse proprietà nutrizionali davvero interessanti. 


Una crema deliziosa che aiuta a dimagrire

Con un bassissimo apporto calorico di 30 calorie per 100 grammi, e una consistenza cremosa, l'okra è un valido alleato nella gestione del peso: la mucillagine cattura i responsabili numero uno dell'aumento di peso, ovvero il glucosio e il lipidi, mentre la fibra solubile (quasi 4 grammi ogni 100) aumenta lo svuotamento del tratto intestinale e riduce l'assimilazione dei grassi. E' in grado di saziare a lungo e soddisfare il palato, soprattutto per chi ama le vellutate: prova a sostituire le patate con una manciata di okra opportunamente lavato e mondato delle punte. Una zuppa tiepida di okra, cipolla, peperone rosso, salsa di pomodoro e una spruzzata di succo di limone, dà una sferzata al metabolismo e offre una piacevole sensazione di cremosità. 

Ricco di acido folico, molto utile in gravidanza

L'okra è uno degli ortaggi più ricchi di acido folico, detto anche vitamina B9: ce ne sono 88 mg per 100 grammi. Soddisfare il fabbisogno di questa vitamina è importante soprattutto per le donne incinte, perché assicura il corretto sviluppo dell'embrione e del feto. Prova l'okra in una frittata fatta con spinaci e tonno al naturale. Sia il tonno che le uova contengono piccole di vitamina B12, complementare alla B9.


Durante la menopausa aiuta remineralizzarsi

Se le vampate non ti danno tregua, introduci l'okra nella dieta. In premenopausa e menopausa l'organismo perde potassio a causa delle vampate ed è importante reintegrare questo minerale. Prova un'insalata fresca di okra a tocchetti, fagioli bianchi e rucola con olio d'oliva, sale e pepe: ripristini l'equilibrio elettrolitico, aumenti la densità ossea e apporti anche magnesio, che stabilizza l'umore.

I semi sono proteici come la soia

I semi dell'okra sono ricchi di lipidi e proteine e contengono lo spettro completo degli aminoacidi essenziali, proprio come la soia. Nella mucillagine dell'okra c'è un importante contenuto di composti bioattivi come il carotene, l'acido folico, la tiamina, la riboflavine, la niacina e una discreta quota di vitamina C, oltre 21 mg per 100 grammi. 


Una bomba di fibre e antiossidanti

I maggiori punti di forza dell'okra però sono il contenuto di fibre solubili e di antiossidanti, in particolare la quercetina, che è responsabile al 70% della sua attività antiossidante. La combinazione tra fibre e antiossidanti previene alcune malattie metaboliche, come i diabete e l'ipercolesterolemia, perché riduce l'assorbimento intestinale del glucosio, abbassando i livelli di insulina e del colesterolo. Lo conferma anche una ricerca su cavie che ha riscontrato come i polisaccaridi dell'okra fossero in grado di abbassare i livelli di colesterolo, oltre a prevenire la formazione di tumori nel tratto gastrointestinale. Prova ad esempio a bere ogni mattina un bicchiere di acqua filtrata dove avrai lasciato in infusione tutta la notte due okra a tocchetti: abbassi il livello di zuccheri nel sangue e migliori lo smaltimento di tossine intestinali. Occhio se si è già in cura per il diabete: l'okra è associata anche ad un minore assorbimento della metformina (il farmaco che si usa nel diabete). 


Minori danni ai reni

Un consumo regolare di okra è associato ad una minore comparsa di danni ai reni: uno studio pubblicato sul Jilin Medical Journal ha rilevato che i pazienti che consumavano abitualmente l'okra presentavano una migliore conservazione dei reni. Questo è molto importante per i diabetici, solitamente colpiti proprio dalle malattie renali.

Dove trovare l'okra

Nei supermercati più forniti, o negli ortofrutta specializzati, puoi trovare l'okra in commercio nei mesi estivi, proprio come i peperoni o i pomodori, che sono ortaggi di produzione estiva. Online è possibile acquistare la polvere di Okra, che però è di provenienza cinese, e richiede un lungo periodo di attesa per la spedizione. Un'altra polvere di Okra, di produzione araba, sembra essere più facile da acquistare. Onestamente non sono in grado di fornire una recensione a questi prodotti, ma sarà mia cura farlo appena possibile. Una cosa più semplice potrebbe essere la semina, sia in vaso che in terreno. Qui trovi i semi o i pezzetti, per dedicarti alla tua coltivazione casalinga, anche perché i fiori sono molto belli. 




Fonte: Riza Alimentazione Naturale, con la consulenza della dottoressa Diana Scatozza, specialista in Scienza dell'alimentazione e farmacologia clinica. 


giovedì 13 aprile 2023

VINCERE ARTROSI E DOLORI ARTICOLARI

Nei prossimi 10 anni i casi potrebbero raddoppiare. Ma la dieta giusta è la migliore arma di prevenzione e di cura.

Artrosi, lesioni, rigidità e dolori articolari. Ne soffre più del 15% della popolazione e la percentuale nei paesi sviluppati dovrebbe raddoppiare nei prossimi dieci anni. Un tempo si manifestava dopo i 65 anni, oggi un paziente su quattro ha meno di 40 anni.  L'aria e il terreno inquinati, le acque clorate, gli olii ossidati, gli zuccheri polimerizzati, le proteine caramellate hanno minato la nostra salute, facendo sì che quei fastidiosi sintomi, un tempo legati solo all'usura di cartilagini e articolazioni, compaiano anche in organismi giovani e forti. Per questo possiamo mettere in atto strategie salutari, contemporaneamente curative e preventive. 


Un libro per una cura

Nove settimane per riguadagnare la salute delle articolazioni e la fluidità dei movimenti. E' la promessa della nutrizionista francese Laura Azenard che, partendo dall'esperienza personale di una severa forma di artrosi, ha messo a punto un metodo curativo. Ne parla nel suo libro "Vincere l'artrosi con la dieta" (Red), con le ricette specifiche. Puoi trovarlo su Amazon cliccando qui. 

Il circolo vizioso del malessere

L'artrosi non è solo una malattia degenerativa della cartilagine dovuta al tempo che passa, ma soprattutto una malattia infiammatoria che provoca, progressivamente, la distruzione della cartilagine. Le cartilagini sono composte dal 70% di acqua, da collagene, da proteoglicani (che forniscono resistenza alla cartilagine) e condrociti, cellule predisposte al rinnovo del collagene. In caso di artrosi, i condrociti non riescono più a compensare la sua perdita e producono radicali liberi in grande quantità. Normalmente le protezioni antiossidanti naturali del corpo e gli antiossidanti forniti con l'alimentazione permettono di limitare i danni, ma se per l'età che avanza o l'alimentazione scorretta questi vengono a mancare, i radicali liberi scatenano le infiammazioni. Per tentare di difendersi, il corpo produce citochine, delle molecole proinfiammatorie che in realtà innescano un circolo vizioso e controproducente. 


Abbonda con le spezie, usale su ogni piatto, a fine cottura, sono discrete ma funzionano

Curcuma, cannella, zenzero, pepe nero, chiodi di garofano, ma anche rosmarino, maggiorana, timo, basilico. Le spezie e le erbe aromatiche sono aggiunte immancabili in qualunque dieta antinfiammatoria, e dunque anche in quella antiartrosi. Questi ingredienti infatti sono antiossidanti naturali e aiutano a ridurre i livelli di infiammazione e di radicali liberi nell'organismo. Usa erbe e spezie quotidianamente sui tuoi piatti, magari al posto del sale, preferibilmente aggiungendole a fine cottura, perché il calore prolungato riduce il loro potenziale antiossidante. Anche l'aglio, se ti piace, è una buona aggiunta. Prova le varietà rosse, più antiossidanti, che si coltivano ad esempio in Sicilia e in Abruzzo. 


Per affrontare le situazioni più gravi: il consiglio dell'esperta quando serve un aiuto in più

L'alimentazione quotidiana è fondamentale, ma nei casi più gravi e dolorosi una corretta supplementazione può favorire una regressione più rapida dei sintomi. "Lo squalene", dice Tiziana Lugli, naturopata ed erborista "è una sostanza derivata dalla cartilagine di squalo ed è l'antinfiammatorio naturale più utile in questi casi". Alza le difese immunitarie, stimola i processi rigenerativi cellulari delle articolazioni e riduce dolore e infiammazione. Per potenziarne gli effetti, meglio assumerlo in associazione con altri principi attivi come curcumina (antinfiammatoria), vitamina C (indispensabile per il collagene) e spirea (antinfiammatoria, ricca di derivati dell'acido salicilico). Su Amazon trovi qui lo squalene, qui la curcuma, qui la spirea per tisane, o in estratto di tintura madre. 



5 alleati per contrastare l'infiammazione delle cartilagini

Per prevenire i dolori articolari o attenuarne i sintomi, il segreto è puntare su un'alimentazione antinfiammatoria. Abbonda con i cibi ricchi di antiossidanti, che sono naturali antagonisti dei processi flogistici, ma anche con quelli che apportano sali minerali rinforzanti e sostanze lenitive. Ecco i tuoi alleati di stagione più potenti. 
  • Il ravanello, radice deliziosa che spegne il fuoco. Ad aprile inizia la stagione del ravanello, vegetale antiartrosi per via dei suoi antociani che contrastano l'infiammazione. Provalo in insalata con altre verdure primaverili fonte di vitamine C, E e K, antiossidanti e calcio: ad esempio abbinali a rucola e crescione, straordinaria erba aromatica depurativa, e tonno al naturale. Altri vegetali utili sono carciofi (fonte di acido folico, che partecipa alla formazione della struttura ossea, e di magnesio e potassio, benefici per le articolazioni), rafano, rapa, navone e, quando è stagione, tutte le crucifere. 

  • Il sedano per alleviare i reumatismi. Leggerissimo e croccante, il sedano è il remineralizzante per eccellenza. E' ricco di vitamine A e C e di sali minerali che alleviano i reumatismi. Bere un bicchiere di succo di sedano al giorno, per almeno 15 giorni, è un buon modo per abbassare il livello di infiammazione. Per rendere più efficace questo drink casalingo, aggiungi un paio di carote crude: apportano betacarotene, provitamina A e fosforo e sono quindi perfette per rinforzare le ossa. 

  • Frutti di bosco, piccole gemme nemiche dei dolori. Alcuni frutti possiedono vere e proprie qualità antalgiche e antinfiammatorie. Tra questi ci sono senza alcun dubbio le bacche e i frutti rossi, come ribes, more, lamponi, mirtilli e soprattutto fragole. In queste ultime specialmente la presenza massiccia di acido ellagico, vitamina C, flavonoidi e antociani aiuta l'organismo a combattere le infiammazioni con dolcezza. Da aprile queste gemme succose tornano gradualmente protagoniste. Usale nella macedonia per la colazione o la merenda insieme a una mela a fettine (con la buccia), che con il suo alto tenore di polifenoli ha una capacità antiossidante davvero notevole. 

  • Rooibos, l'infuso curativo da bere al posto del caffè. Chiamato impropriamente tè rosso, il rooibos (che si ricava da un arbusto africano) è un'erba dall'azione digestiva e depurativa, ricca di antiossidanti, minerali e vitamina C. In infuso sostituisce il caffè, che è tra le bevande da evitare. In alternativa ottimi anche tè verde o caffè di cicoria. Se non lo trovi sugli scaffali del supermercato, lo puoi ordinare qui su Amazon. 

  •  Amaranto, i chicchi gluten free che danno subito sollievo. Ricco di fibre e aminoacidi e privo di glutine, questo pseudocereale è la perfetta alternativa al grano (come grano saraceno, amaranto, avena, riso integrale e quinoa): provalo in insalata con borragine e spinacini. In presenza di un'infiammazione può essere d'aiuto ridurre o eliminare il glutine, che interagisce con la parete intestinale, modifica la sua impermeabilità e innesca così una reazione infiammatoria, che può peggiorare l'artrosi. Qui su Amazon. 

Quali sono i cibi da evitare

Sono quelli acidificanti: peggiorano i sintomi. Quando ci sono troppi scarti acidi, l'organismo utilizza molecole neutralizzanti attingendo dalle riserve (il carbonato di calcio da ossa e denti, il magnesio delle ossa o il potassio dei muscoli), con il rischio di demineralizzazione. Inoltre gli acidi in eccesso, trasportati dal sangue, finiscono nei tessuti ossei aggravando l'artrosi. Evita quindi i cibi acidificanti, ricchi di fosforo e zolfo, che producono, durante la loro degradazione, acido urico: ad esempio frattaglie, salumi e insaccati, selvaggina, uova, alimenti ricchi di grassi di origine animale o vegetale, cereali raffinati e zucchero bianco e la frutta secca (tranne mandorle e noci del Brasile). Tra le bevande, evita caffè, tè, cola, vino e cacao (molto ricchi di purina che si trasforma in acido urico). 

Nel prossimo articolo il menu settimanale che aiuta a combattere l'artrosi. 



Fonte: Riza Alimentazione Naturale, con il prezioso contributo della nutrizionista olistica Nina Gigante.