Sottotitolo: Le Equilibriste
Ma perché nessuno ha ancora mai pensato di istituire un PREMIO per le donne?
Il premio per le migliori EQUILIBRISTE del mondo!
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| Le donne equilibriste |
Il risveglio...
Da quando, ahimè, i loro poveri occhi si aprono alla debole luce del mattino, o peggio ancora, si aprono al buio del mattino, visto che la debole luce ancora non si sogna neanche di apparire...
Da quando, dicevamo, i loro poveri occhi fanno quel disgraziato movimento che le porta all'improvviso nel centro esatto del loro dovere, ogni mattina, ebbene... senza alcuna pausa ragionata o ragionevole che dir si voglia, esse sono protagoniste inconsapevoli di una messa in scena che non ha nulla da invidiare alla più elaborata Tragedia Greca o Romana o Medievale o Moderna che sia.
Solitamente esse iniziano, le nostre protagoniste inconsapevoli, con l'accogliere dolce, o lieve, o tollerante, o intollerante, o tenero, o meno tenero, delle lamentele del proprio partner.
I mariti, si sa, ritengono che le loro mogli o compagne, siano le deputate ufficiali a raccogliere ogni loro ambascia; quindi ogni santa mattina di ogni santo calendario, cominciano le loro elucubrazioni appena si rendono conto che le nostre hanno aperto gli occhi.
Ma che?
Stavano lì ad aspettare come una belva al varco attende la sua preda?
Ebbene sì, mie care, fanno così, e noi entriamo subito nel ruolo, senza por tempo in mezzo, senza preparazione, senza prove, senza costumi e senza luci, siamo lì, sul palco della vita, a fare le consulenti, le consolanti, le ascoltatrici ascoltanti, le annuitrici che annuiscono, ma attenzione, occorre sempre dimostrare d'aver capito e recepito perfettamente il discorso pronunciato, altrimenti i mariti esplodono: "Non stai mai ad ascoltarmi!"
Finita, se Dio vuole, questa primaria obbligatoria performance, le nostre protagoniste inconsapevoli si alzano, con voglia o senza voglia, con forza o senza forza, con dolori o senza dolori, e si recano nell'unico posto del mondo nel quale trovare gli unici pochi preziosi momenti di intimità: il gabinetto.
Fine di un sogno
Ma anche lì il sogno dura pochi istanti, il nemico è in agguato in ogni angolo: il primo, lo specchio.
Chi è quell'orrida figura incorniciata da un cerchio di ferro decorato, o peggio, di plastica bianca, che ci accoglie appena ci alziamo ogni mattina?
Aaaaaahhh!!!! Sono io!!!
Troppo critiche, siamo, ma perché... cosa volevi vedere, appena alzata, nello specchio?
Un make up perfetto ed un'acconciatura all'ultimo grido?
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| Noi allo specchio la mattina |
C'è solo il grido, quello di prima.
Eppure, nonostante quest'ultima durissima prova, le nostre inconsapevoli protagoniste si trascinano fino a quell'altro ambiente della casa, quello che amano tanto, quello che hanno curato in ogni dettaglio, per le fortunate, o quello che hanno raffazzonato con i mobili dei mercatini, le meno fortunate, ma per tutte comunque un regno.
Ma regno... dé che?
La cucina
E' il nostro regno, amiche mie, è lì che regniamo.
Anche perché, al momento, non ci è dato regnare in qualche altro posto.
Ed è lì che prepariamo la colazione, il pranzo, la cena, le merende, le feste, gli aperitivi, le torte, le camomille e il caffè... meno male che esiste il caffè. Per quelle di noi che prendono il caffè.
Ma io mi domando: dove vuole andare a parare questa storia?
Bah, non chiedetelo a me, la giornata è lunga, e le cose da fare sono tante, magari un'altra volta...
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| Noi che sogniamo un giorno di libertà |



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