sabato 26 maggio 2018

COME SI FA IL CIOCCOLATO?

Abbiamo parlato bene della cioccolata in un nostro post, ma alcune lettrici ci hanno chiesto di raccontare anche da dove viene, e come si fa, perché i loro bambini glielo chiedono.

Furono i Maya ad usare per primi i semi del cacao, dopo aver osservato le scimmie che si nutrivano dei frutti e scartavano i semi. I semi, che non passano inosservati, finivano per diventare cataste molto consistenti e fermentavano per alcuni giorni, liberando aromi molto accattivanti. Passavano ancora altri giorni e questi grandi semi si seccavano, cambiando colore, dal bianco originale, al rosso - marrone.

 I Maya chiamarono il cacao "Frutto degli dei", e sicuramente avranno avuto i loro buoni motivi, che non ci è dato conoscere. I frutti si chiamano Cabosse, e sono grandi come meloni.

All'interno del frutto, i semi di Cacao, molto grandi e carnosi, sono chiamati Fave; non sapremo mai che cosa è successo nel popolo dei Maya, e come sono arrivati alla conclusione che quegli stranissimi semi erano commestibili, ed avevano delle virtù eccezionali.

Basta pensare che l'albero del Cacao è alto fino a dieci metri, molto rigoglioso, e resiste alle inondazioni, alle alluvioni, alla calura, alla siccità, tipiche delle sue zone di origine; e tutte queste capacità, come si sa, sono già tutte racchiuse nel seme, che è il potenziale di una nuova pianta.

La cioccolata ha uno straordinario potere nutriente, grazie a proteine, lipidi, glucidi, sali minerali e vitamine del gruppo B, ma riesce anche ad influenzare l'umore, dona gioia, grazie alla sua speciale molecola, la serotonina, che sta alla base delle sensazioni di piacere. Ci sono poi tiramina, caffeina, teobromina e feniletilamina, utili contro la depressione e i disturbi causati dall'ansia.
Uno studio pubblicato sul British Journal of Nutrition, riporta un risultato strabiliante: venti grammi di cioccolato fondente somministrato ad un gruppo di pazienti obesi, per due settimane, hanno prodotto un significativo calo dei livelli di glicemia e della pressione arteriosa!

Ma abbiamo lasciato le fave di Cacao dei Maya a fermentare sul terreno, dimenticandoci di spiegare ai nostri bambini come si arriva alla cioccolata; ebbene, ancora oggi, i semi vengono lasciati fermentare per alcuni giorni, poi si fanno essiccare, spesso con l'aggiunta di calore artificiale, poi si può iniziare la lavorazione vera e propria del cacao, tramite spremitura per ottenere il burro del cacao, o tramite macinatura, per ottenere la polvere di cacao. Questi due elementi, il burro e la polvere, vengono in seguito ulteriormente lavorati, raffinati, combinati fra loro o con altri componenti, come ad esempio il latte, lo zucchero, le nocciole, e tutte quelle buone cose che sono dentro le tavolette che troviamo al supermercato.

Ma attenzione!
Per godersi tutte le qualità del cioccolato, senza incappare in qualche inconveniente, sarebbe bene limitarne sempre la quantità a due/tre quadretti al giorno, che sono venti o trenta grammi, e soprattutto scegliere sempre la varietà fondente, senza tante cose aggiunte in più.

A proposito di varietà fondente, fu un certo Rudolph Lindt, nel 1869, a creare questa squisitezza, grazie ad una lavorazione particolare, chiamata Concaggio. Ancora oggi, la Lindt segue tutte le fasi della lavorazione, dalla maturazione di ogni singola fava, al raccolto, all'essiccazione, alla produzione, con una cura quasi maniacale, cosa che si può facilmente dedurre quando si assaggiano queste specialità.


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