Bere acqua con troppo calcio provoca calcoli renali?
FALSO
Non c'è alcuna correlazione tra l'introito giornaliero di calcio e la formazione di calcoli renali in assenza di patologie e fattori di rischio specifici. Le acque più ricche di calcio, cioè che ne contengono più di 150 mg per litro, sono definite carbonato calciche e solitamente sono naturalmente leggermente frizzanti. Anche l'acqua del rubinetto è ricca in calcio, dal momento che contiene spesso calcare, di cui il carbonato di calcio è il maggiore componente. Non è stato evidenziato nessun nesso, però, tra il bere quest'acqua e la formazione di calcoli. Anzi, gli studi dimostrano che consumare almeno 2 litri di acqua al giorno aiuta a prevenire la formazione di calcoli renali.
La carne al sangue non è adatta agli over 70?
VERO
Con l'avanzare dell'età si osserva una progressiva perdita di massa muscolare, tecnicamente chiamata sarcopenia. Proprio come avviene per gli altri organi, infatti, anche il muscolo tende ad invecchiare e si assottiglia. Ma tutto questo si può prevenire, con un corretto apporto proteico, associato ad una attività fisica adeguata. La carne, tra tutti gli alimenti, riveste un ruolo importante per garantire il giusto apporto di proteine. Ma negli over 70 lo stomaco e l'intestino diventano sempre meno efficienti, per via di una ridotta secrezione acida gastrica, il che rende più difficoltoso scomporre e assorbire le proteine e inoltre limita l'assorbimento di ferro e vitamina B12. Secondo uno studio pubblicato sul prestigioso American Journal of Clinical Nutrition, gli anziani over 70 riescono più facilmente ad assimilare le proteine della carne, quando questa è ben masticabile e ben cotta, senza bruciature.
Chi ha il diabete deve rinunciare ai cereali?
FALSO
I cereali in chicco e anche il riso possono essere inseriti nella dieta dei diabetici, a patto che si tratti di varietà integrali e che vengano abbinati a molte verdure e ad alimenti fonte di proteine o grassi. Un soggetto diabetico deve infatti prestare massima attenzione all'iperglicemia (ovvero l'elevato livello di glucosio nel sangue) che insorge dopo mangiato. Per valutare le diverse risposte glicemiche ai cibi contenenti carboidrati si utilizza l'indice glicemico, che misura la capacità di un certo cibo di aumentare la glicemia. Accanto al concetto di indice glicemico, però, è stato introdotto quello di carico glicemico, in cui si combina l'indice glicemico con la quantità di alimento assunto al pasto: abbinare i cereali integrali o il riso integrale a tante fibre, proteine o grassi buoni riduce il carico glicemico del piatto.
Il latte può aiutare in caso di acidità gastrica
VERO
Con acidità gastrica si indica la sensazione di bruciore che si avverte allo stomaco e tende a risalire verso l'alto. Mentre i latticini possono stimolare un'ulteriore sintesi di acidi gastrici, il latte, in particolare freddo, non causa disagio (tranne in soggetti intolleranti o con altri problemi intestinali). Anzi, grazie alla sua alcalinità, assunto in piccole quantità, il latte ha un effetto tampone immediato sull'acidità gastrica. E' da preferire però nella versione parzialmente o totalmente scremato. Il latte intero infatti, essendo più ricco di grassi, tende a cagliare nello stomaco, ne rallenta lo svuotamento e può così peggiorare l'acidità gastrica.
Fonte: Riza Alimentazione Naturale
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