Quanti di noi si trovano a combattere ogni giorno contro un nemico inafferrabile? Sì, siamo tanti, siamo proprio tanti, e con tanti motivi diversi.
La fame nervosa
La fame è una cosa, la fame nervosa è un'altra cosa. Non è un gioco di parole, ma è la realtà. Se hai fame, significa che il tuo corpo ti sta dicendo che hai bisogno di nutrimento. Se hai fame, senti un certo languore all'altezza dello stomaco, che non è un vero e proprio dolore, ma che può diventarlo, nel caso in cui non viene soddisfatto il bisogno di cibo. La fame è la comunicazione del corpo riguardo il proprio bisogno di alimentarsi. La comunicazione parte dal livello di glicemia, che se scende al di sotto dei valori normali, provoca l'innesco dell'allarme: bisogno di cibo!
La fame nervosa è tutt'altra cosa.
Si tratta di un problema emotivo che caratterizza molti dei guai che affliggono le donne e gli uomini del nostro tempo. Una specie di vuoto esistenziale, una mancanza, che arriva quando non siamo completamente soddisfatti o appagati dalla vita che stiamo conducendo. A volte c'è di mezzo un problema di lavoro, che non ci fa sentire realizzati abbastanza, o che proprio manca. Questo provoca problemi economici, che rendono ogni giorno della vita una fatica insormontabile.
Altre volte si tratta di un problema di relazioni. Un disagio impercettibile, invisibile, che ci sta dicendo che non stiamo bene nel rapporto che viviamo. Il marito, la moglie, il fidanzato, i figli, i genitori, i suoceri, sono tutti elementi della vita che girano intorno a noi e determinano la gioia o la tristezza delle nostre giornate. Una relazione poco sana può condizionare pesantemente l'umore quotidiano, fino a spegnere tutti gli entusiasmi.
Quando si determinano situazioni di questo tipo, una persona può rivolgersi al cibo per cercare consolazione. Ma perché? Sicuramente un po' perché è una cosa a portata di mano, facile da procurarsi, e poi anche perché il piacere, il gusto, il sapore, hanno la caratteristica di regalare un fugace senso di appagamento che, per un attimo, fa dimenticare il grande dolore che ci si porta dentro.
Purtroppo è solo un'illusione. Un breve momento di godimento che porta al pentimento e ad un nuovo malessere con un'altra fame nervosa da affrontare. Un cerchio malefico che avviluppa dentro le sue spire i malcapitati, fino a che non interviene la volontà di uscirne. Già, ma come uscirne?
Come si fa a resistere?
Gli esperti rispondono che bisogna trovare qualcosa in grado di darci il piacere di cui abbiamo bisogno. Ad esempio un'occupazione, un hobby, una pratica fisica come camminare, allenarsi, danzare, o qualunque tipo di movimento mentale o fisico che possa portare la mente da qualche altra parte.
Ma se non si riesce a trovare una cosa del genere?
Se siamo arrivati al punto di non ritorno, e non troviamo gioia in nessuna cosa? Sono tante le persone che riempiono le caselle di posta degli psicologi e degli psicanalisti, ma anche dei dietologi e dei nutrizionisti. Sono proprio tante, perché sono tanti, purtroppo, i problemi che affliggono la nostra umanità.
Allora, visto che noi non siamo qui in grado di rispondere ai problemi esistenziali, studiamo una strategia che possa aiutare a combattere la fame nervosa.
Come combattere la fame nervosa
Fermo restando che la prima opzione è riuscire a vincere quei momenti, preferendo dedicarsi ad altro, vediamo cosa si può fare per resistere alla fame nervosa. Ognuno di noi dovrà capire, a forza di esperimenti, quale metodo funziona meglio per sé. A seconda dei propri gusti, delle proprie inclinazioni, opteremo per una strategia oppure un'altra.
- Preparate degli snack innocui da sgranocchiare al posto di quegli alimenti, dolci o salati, che ci fanno male o che ci fanno ingrassare. Carote tagliate a fiammiferi, condite con poco sale, curcuma, basilico, prezzemolo, pepe, un goccio d'olio (la stessa cosa si può fare con il sedano, con le zucchine, con il finocchio); mandorle o noci, purché di origine italiana, tagliate a pezzetti.
- Bere lunghi sorsi di tisane da preparare facendo bollire qualche fettina di zenzero, una scorza di limone, un pezzetto di stecca di cannella. Ricordatevi che la tisana vi deve piacere, non deve essere una punizione, quindi scegliete il gusto che preferite.
- Sia che siano sorsi, sia che siano morsi, fate tutto molto lentamente, assaporando e godendo di ogni singolo istante e di ogni sfaccettatura di sapore. Come insegna la macrobiotica, ogni volta che si assume un alimento, si dovrebbe mentalmente ringraziare ogni persona che ha contribuito alla coltivazione o alla preparazione, pensando ai vari passaggi e a quanto tempo e lavoro ci è voluto, perché arrivasse tra le nostre mani.
- Tirate fuori dalla memoria le canzoni che hanno accompagnato i vostri momenti o periodi più belli, cercateli su Youtube e ascoltate in silenzio. La musica ha un potere immenso, riesce a condizionare l'umore, a riportare il benessere nella mente e la speranza nel futuro.
- Se potete, se la salute vi assiste, uscite a fare una passeggiata, non state in casa a rimuginare.



Nessun commento:
Posta un commento