Guarda il numero sul guscio, più è basso, meglio è!
Quando acquisti le uova non fidarti di figure di prati verdi e diciture come "di cascina" o "ruspanti". Impara a leggere invece la sigla di lettere e cifre sul guscio.
- Il primo numero indica il tipo di allevamento: 0 è proprio delle uova biologiche, 1 sta per allevamento all'aperto, 2 a terra e 3 in gabbia (categoria a cui appartiene la grande maggioranza delle uova utilizzate industrialmente). Fino al 2012 erano consentiti anche gli allevamenti in batteria, gabbie non più grandi di un foglio A4, oggi vietati.
- Le due lettere indicano la provenienza: IT sta per italiano. Le altre sigle collocano con più precisione il luogo in cui si trova l'allevamento.
- "Extra" indica che le uova sono state deposte da un massimo di 8 giorni.
- Categoria A, si riferisce a uova adatte alla vendita al pubblico e non ad uso industriale. L'uovo per la produzione industriale è spesso di bassa categoria e stressato dagli shock della lavorazione. La refrigerazione prolungata e l'essiccazione industriale impoveriscono il patrimonio vitaminico dell'alimento.
Le uova Bio sono il top
Le uova di tipo 0, a marchio Bio, sono da prediligere: provengono da galline allevate all'aperto, senza farmaci e con mangimi naturali. Non sono ammessi OGM, coloranti, aminoacidi sintetici né sostanze che stimolano l'appetito o la crescita innaturale. Ciò significa rispetto per gli animali e uova di qualità.
Le prendi dal contadino? Naturali sì, ma anche rischiose.
Se ne hai la possibilità, affidati a un produttore locale di fiducia per acquistare le vere uova ruspanti, magari fresche di giornata. Ricorda di farti sempre scrivere sul guscio la data di deposizione. Ma attenzione: se l'uovo del supermercato può contare su una sicura filiera di igienizzazione, quello ruspante deve essere maneggiato con cura. Tienilo separato dagli altri alimenti, meglio fuori dal frigo, e pulisci il guscio con acqua e aceto prima dell'uso. Evita di romperlo sul contenitore in cui prepari da mangiare e poi igienizza le mani. La superficie di queste uova, infatti, può essere ricettacolo di germi patogeni.
I trucchi per verificare la freschezza
Dopo la deposizione, le uova si possono consumare per 27-28 giorni: poi vanno buttate. Per il consumo a crudo (zabaione, tiramisù, alla coque), preferiremo uova vicine alla data di deposito (max 10 giorni). Per tutti gli altri usi, vanno bene uova entro la scadenza. Ci sono vari modi per capire se un uovo è ancora buono.
- Se galleggia, è scaduto. Si mette l'uovo in un bicchiere d'acqua: se resta sul fondo è fresco; se galleggia, non è più utilizzabile. Con il passare dei giorni, infatti, i pori del guscio si dilatano lasciando penetrare più aria all'interno e l'uovo inizia a guastarsi.
- Se tende al rosa, buttalo. In alternativa, si rompe il guscio e si controlla l'interno: un albume fresco è leggermente torbido e presenta parti più viscose e zone più fluide; invecchiando si schiarisce e si fluidifica. Quando tende a colorarsi di rosa è da buttare. Il tuorlo vecchio, invece, si riconosce perché si separa a fatica dall'albume.
Fonte: Riza Alimentazione Naturale



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