venerdì 3 febbraio 2023

FEBBRAIO A TAVOLA

Febbraio è l'ultimo mese dell'inverno, una specie di spartiacque tra i prodotti del freddo e quelli della primavera. Per questo possiamo ancora approfittare dei cavolfiori, delle verze, dei cavoli neri, delle rape, ma cominciamo anche a rivedere le insalatine tenere, i cardi, le erbette, i primi germogli. Possiamo continuare a sfruttare la carica vitaminica degli agrumi, aggiungendo mandorle e anacardi che danno energia, con le mele e le pere che invece ci regalano fibre e minerali.

LA PERA DECANA INVERNALE

Foto di Amirul Islam su Unsplash

In questo periodo si trovano queste pere speciali, dolci e compatte, con la buccia venata di rosa. Ricche di fibre sazianti e di zuccheri naturali, nonché minerali, come il potassio, il calcio ed il fosforo, che tonificano la mente e il corpo. Quando vai a comprare la pera decana, sceglila italiana (la maggior parte viene prodotta in Emilia Romagna). e consumala a merenda con qualche mandorla. 

Un'altra modalità energizzante per tutto il giorno è affettarla con tutta la buccia, nell'insalata di rucola e feta, a pranzo. 

IL CARDO


Il cardo non si spaventa del freddo invernale, anzi, lo utilizza per rendere più tenere le sue lunghe foglie. A febbraio il cardo ci viene in aiuto per la depurazione del fegato, e tonifica l'organismo affaticato da una lunga fase di abbuffate e vizi alimentari. Per pulire il cardo, taglia in pezzi il gambo, elimina le coste filamentose ed estrai il cuore tenero e chiaro. Fallo lessare subito dopo averlo pulito, per almeno 2 ore in acqua e limone, poi abbinalo a patate dolci e alloro in un delizioso sformato al forno. Se invece vuoi mangiarlo crudo, con poco olio e limone, abbi cura di scegliere il tipo giusto: per questa modalità il migliore è il cardo gobbo di Nizza Monferrato. 

L'ERBA CIPOLLINA


Un aroma discreto ma piacevole, che rende diuretiche le minestre invernali. Parente di cipolle e scalogni, ne ha l'odore molto simile, ma più delicato. E' una preziosa fonte di vitamine B e C, ma anche di sali minerali, con proprietà diuretiche e depurative a livello intestinale. Un interessante maniera per gustarla piacevolmente è insalata, rigorosamente cruda, tritata finemente. Provala anche su una vellutata di cavolfiori e carote viola. 

TUTTO QUELLO CHE NON DEVI FARTI MANCARE

Foto di Nati Melnychuk su Unsplash

L'alimentazione di queste settimane ci deve accompagnare e sostenere nel passaggio dal freddo alla primavera, alleggerendo quegli organi del corpo che agiscono da filtro, per liberarli dalle tossine accumulate in inverno. Per questo c'è bisogno dei carciofi invernali, delle verdure amare, dei tuberi  e vegetali più ricchi di fibre prebiotiche e probiotiche, un vero toccasana per riattivare la peristalsi. La depurazione interessa anche i vasi sanguigni, che possono essere sgrassati grazie ad alimenti portentosi come l'avena, i broccoli, le mandorle e le noci. Non ci facciamo mancare il potere della vitamina C e dei polifenoli contenuti negli ultimi limoni di Sicilia e nelle arance rosse, nei kiwi e nei pompelmi. E' utile anche l'avocado, da aggiungere alle insalate di spinacini freschi, perché fa meglio assimilare la vitamina K in essi contenuta. Aggiungiamo anche una manciata di semi di zucca, fonte di vitamina E anti coaguli. Beviamo con abbondanza, non solo acqua, ma centrifugati a base di sedano, succo di limone e banane, sempre con un pizzico di zenzero, che è decongestionante.

BANANE, AVENA E MANDORLE

Foto di Nati Melnychuk su Unsplash

Le banane sono una fonte di super energia, per questo vanno benissimo nei frullati e nei centrifugati. Se ti occorrono per rinforzare gli anticorpi, sceglile mature e tigrate. Se vuoi invece rigenerare il microbiota intestinale, scegli quelle poco mature.

Che sia in chicchi, in farina o in fiocchi, l'avena è sempre una potente fibra capace di inglobare in sé i grassi, prima che facciano schizzare i livelli di colesterolo; utile anche da aggiungere ai dolci, per evitare i famosi picchi glicemici che fanno impazzire il cuore. 

Le mandorle sono vere e proprie gocce di giovinezza, molto ricche di vitamina E, uno degli anti età più potenti. Per utilizzarle al meglio, consumale con tutta la loro pellicina marrone. Ma non esagerare, ne bastano tre o quattro a spuntino, non di più, altrimenti il conto calorico esplode. 


Fonte: Riza Alimentazione Naturale

mercoledì 1 febbraio 2023

LE DOMANDE DI FEBBRAIO

E' arrivato Febbraio, mese corto e amaro, secondo il vecchio detto, l'unico mese con meno di trenta giorni, da molti considerato il mese più freddo, ma non è esattamente così. In effetti Febbraio è il primo mese nel quale si comincia a vedere qualche piccolo segno di rinascita: nei climi più miti, addirittura, è proprio il mese in cui comincia a fiorire il mandorlo. Quindi non proprio corto e amaro, ma piuttosto, il primo con qualche segno di speranza nella nuova vita che sta per arrivare. Resta comunque il mese dedicato all'invisibile, quasi a ricordare tutti i semi che sono ancora sotto terra e non si vedono, mentre attendono dormienti il momento di venire alla luce. Un mese di speranza dunque, di attesa, di dolce e trepidante fiducia nel futuro.



MA PERCHE' FEBBRAIO HA 28 GIORNI (O 29)?

Nei primi calendari romani, il mese di Febbraio non c'era, e neanche Gennaio. L'anno partiva da Marzo (dedicato a Marte) e terminava con Dicembre (decimo mese). I primi mesi dell'anno erano dedicati alle divinità, Marte, Afrodite, Maia e Giunone, gli altri erano chiamati con il loro numero ordinale. Numa Pompilio, nel 713 a.C., stabilì l'aggiunta di due mesi in fondo alla lista, Januarius e Februarus, per cercare di far quadrare i conti con le stagioni ricorrenti. Nel 46 a.C. Giulio Cesare incaricò un valente astronomo egiziano di fare ordine nel calendario, e nello stesso anno il senato decise di dedicare l'ottavo mese ad Ottaviano Augusto e luglio a Giulio Cesare. Qualcuno fece giustamente notare che Agosto era di trenta giorni mentre Luglio era di trentuno, quindi venne tolto un giorno a Febbraio, e aggiunto ad Agosto, per pareggiare i conti. Questo è il calendario giunto fino a noi, con qualche piccola modifica compiuta da Gregorio XIII, nel 1582, a causa delle imprecisioni sull'inizio della primavera e sulla data della Pasqua cristiana. Dopo tanti studi, si stabilì di recuperare il ritardo accumulato saltando dal 4 ottobre al 15, e decidendo che febbraio avrebbe avuto 28 giorni invece di 29, tranne una volta ogni quattro anni. 



ANNO BISESTO, ANNO FUNESTO

Un'altra domanda che spesso ci facciamo è "Ma perché l'anno bisestile è considerato sfortunato"?

In origine era proprio Febbraio il mese visto un po' male, già dai nostri avi romani; infatti era il mese dedicato ai morti e ai riti funebri, decisamente poco allegro. In seguito si sottolinearono gli anni bisestili durante i quali erano accadute delle disgrazie: il grande incendio di Londra, nel 1666, l'arrivo della ghigliottina nel 1792, il Titanic nel 1912, lo tsunami nell'oceano indiano nel 2004. Anche alcuni assassinii illustri: Gandhi nel 1948, Martin Luther King e Bob Kennedy nel 1968, John Lennon nel 1980. Chi vuole per forza incolpare gli anni bisestili, fa notare che anche alcuni terremoti disastrosi sono avvenuti in quei momenti particolari: Messina nel 1908, Friuli nel 1976, Irpinia 1980.

Se però si guarda la storia dell'uomo con obiettività, si scopre che le disgrazie, purtroppo, avvengono in tutti gli anni, non solo in quelli bisestili, ma si sa, ognuno vede quello che vuole vedere.

Noi preferiamo la teoria della speranza, della luce che arriva, della fiducia nel futuro.

Buon febbraio a tutti!




sabato 28 gennaio 2023

CURCUMA SUPERSTAR, SCOPRI TUTTI I BENEFICI

 Sì, è diventata proprio una superstar.

La curcuma ha conquistato le nostre tavole, per tutte le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, perciò dobbiamo imparare ad usarla bene, per poterne approfittare.

Marco Polo, nel Milione, la chiama "zafferano d'Oriente, ma la curcuma, in tanti secoli di civiltà, ha avuto davvero tanti nomi. Per gli indiani si chiamava "javanti", quella che scaccia le malattie; i bengalesi la chiamano "sindur" e la usano durante le cerimonie religiose, considerandola sacra. In inglese si chiama "turmeric", da cui deriva il sostantivo "turmerico", che si può trovare anche in qualche antica ricetta europea.



La curcuma è un tubero con un fiore molto appariscente, ma a noi interessa la radice, anzi rizoma, che utilizziamo macinata, e che contiene la curcumina, un polifenolo antiossidante per eccellenza, ma anche antinfiammatorio.

STOP ALL'INVECCHIAMENTO

La curcuma contrasta le infiammazioni e controbilancia i danni dell'eccesso di radicali liberi, quelli che deteriorano il Dna delle cellule e provocano l'invecchiamento. Alcuni studi hanno rivelato che la curcuma potrebbe essere potenzialmente utile persino per prevenire il cancro a colon, seno, prostata, polmone e pelle. Servono ulteriori studi per arrivare ad un eventuale uso approvato, ma secondo gli esperti, consumare regolarmente la curcuma, nell'ambito di uno di uno stile di vita sano, è un aiuto per prevenire i tumori.



ANTINFIAMMATORIO

Funziona esattamente come i Fans, quelli che adoperiamo contro i dolori articolari. In Food Pharmacy, il volume uscito anche in Italia, edito da Vallardi, che spiega tutti gli antinfiammatori naturali, spiega così il fenomeno della curcuma: "Sono anni che gli esperti cercano un'alternativa ai Fans, a causa del cosiddetto COX 2, che provoca bruciore allo stomaco e problemi al tratto intestinale; la curcuma, è un potentissimo antinfiammatorio proprio come i Fans, ma senza alcun effetto collaterale".

AIUTO PER IL FEGATO

La curcumina che abbonda nel rizoma dorato, stimola le vie biliari, drenando la bile prodotta dal fegato e mantenendolo sano ed efficiente. Bere una tisana a base di curcuma o aggiungere la spezia ai piatti che si consumano, è utile soprattutto dopo una terapia, quando il fegato può risultare affaticato, proprio perché ha il compito di smaltire le tossine presenti nei farmaci. 



PER LA DIGESTIONE

Con un pizzico di curcuma faciliti la digestione dei pasti anche abbondanti e ricchi di grassi. E' merito della sua azione benefica sul sistema biliare, che gioca un ruolo fondamentale nella digestione. La curcuma ha inoltre proprietà carminative e antispastiche, ti aiuta a evitare dispepsie e meteorismo e limita l'assorbimento di colesterolo e trigliceridi a livello intestinale, aiutando a migliorare il profilo lipidico.


Fonte: Riza Alimentazione Naturale


GLI ALLEATI DEL MESE DI GENNAIO: LENTICCHIE, LITCHI E PASTINACA

Durante i mesi invernali abbiamo bisogno di aiuto dalla natura. Il freddo, le malattie da raffreddamento, lo stress dovuto ai mesi di lavoro spesso in ambienti chiusi e poco salutari, tutto concorre a farci stare non troppo bene. 

La natura è nostra amica, lo diciamo sempre. 

Nel mese di gennaio abbiamo 3 alleati che ci sono accanto e ci danno una mano per superare il periodo difficile.


LE LENTICCHIE

Sono alleate della pancia e del cervello. Anche se siamo abituati a mangiarle a Capodanno, come augurio di benessere e tanti soldini, le lenticchie sono molto preziose sempre. Hanno pochissimi grassi e tutti "buoni", contengono fibre e proteine, che sgonfiano la pancia, senza trascurare una quota di vitamine del gruppo B, + fosforo e ferro, che rinvigoriscono il sistema nervoso.

Per amplificare le virtù delle lenticchie, abbinale alle verdure a foglia verde, ad esempio con il cavolo nero, per realizzare una vera e propria coccola per l'intestino e per sostenere una mente un po' stanca.

IL LITCHI

E' simile ad un acino d'uva, bianco e succosissimo, ha un unico seme marrone (non commestibile) e un guscio rugoso e rossastro.

E' il litchi, delizioso frutto che viene dalla Cina. La polpa del litchi, carnosa e leggermente acidula, apporta modeste dosi di potassio e straordinarie quantità di vitamina C, che ha azione immunostimolante e rinvigorente. In 100 grammi se ne trovano ben 72 milligrammi!

Nella polpa si trovano anche piccole quantità di una sostanza che ha la capacità di abbassare la glicemia, quindi il momento migliore per gustare questi frutti è proprio alla fine di un pasto, magari anche nel caso fosse stato un po' troppo pesante. Aggiungi 4 o 5 litchi ben maturi ad una macedonia di mela e kiwi. Darai una mano, in questo modo al benessere del tuo organismo, aiutando anche la digestione.

LA PASTINACA

Assomiglia alla carota e al sedano rapa, una via di mezzo, è la pastinaca, tubero dal sapore delicato, è l'ingrediente che non dovrebbe mai mancare nelle tue minestre digestive ed immunostimolanti.

La radice color avorio è ricca di vitamine C, K, e del gruppo B, oltre che di potassio e fibre, importanti alleate della salute gastrointestinale.

Falla bollire per quindici - trenta minuti con carote, sedano e cipolle. Poi frulla e aggiungi il prezzemolo. 


Fonte: Riza Alimentazione Naturale

lunedì 23 gennaio 2023

SE TI SENTI "GONFIO" PROVA LA DIETA LIQUIDA PER UN GIORNO

 

SENTIRSI GONFI E PIENI

Non è per niente una sensazione piacevole, sentirsi gonfi e pieni come un pallone in procinto di scoppiare. Questo capita spesso dopo grandi abbuffate, ma anche dopo una serie di giorni in cui si è avuta difficoltà di evacuazione e non si trova una soluzione. Anche l'ansia e lo stress pesano molto, in quanto rendono tutto il meccanismo di regolazione del corpo un po' rallentato, come in difficoltà, con la sensazione che qualcosa non sta funzionando come dovrebbe.

In questi casi, può essere molto utile, fare una giornata intera di dieta liquida, come quella che vi presento in questo articolo (fonte: Riza, Alimentazione naturale).

LA DIETA LIQUIDA

Questo regime alimentare può essere seguito solo per un giorno, con qualche indicazione anche sul giorno seguente, che poi vi dirò. Potete ripetere anche una volta ogni mese, e nei casi più ostinati, una volta alla settimana, ma non per sempre, ovviamente. Limitatevi a farlo quando ne avrete effettivamente bisogno.

La colazione
Prepara un infuso di tarassaco e cardo, che aiuta alla depurazione del fegato. Se hai i prodotti freschi, bene, altrimenti puoi acquistarli in erboristeria o nei negozi specializzati. Il cardo si trova anche già pulito e tagliato a pezzetti in barattoli, con la sola acqua di vegetazione, senza alcuna aggiunta. Il tarassaco si trova facilmente in campagna, ma magari non è il periodo giusto, quindi meglio acquistarlo liofilizzato e pronto all'uso. 

Cardo





Tarassaco





Lo spuntino

Prepara un frullato antiossidante e nutriente con: un'arancia, una carota, il succo di un limone, mezzo avocado e un cucchiaio di zenzero fresco.

Il pranzo

Fai bollire un litro e mezzo d'acqua con: due carote, una cipolla e un sedano; quando bolle, frulla tutto e bevi dopo dieci quindici minuti, non deve raffreddarsi completamente.


La merenda

Il frullato antigonfiore, questa volta, è composto da: un finocchio, un po' di rucola, una pera e un kiwi, 

La cena

Prepara un gustoso brodo di pollo, bevi il brodo e metti da parte la carne.


Prima di andare a dormire, bevi un infuso con valeriana, melissa e passiflora, che aiuta a riposare bene.



Il giorno dopo

Una leggera dieta semi liquida aiuta a rientrare alla normalità, senza passaggi bruschi. A pranzo mangia il pollo bollito la sera prima, con quinoa lessata e verdura bollita. A cena una vellutata di carciofi, cicoria e ceci. Tutti gli altri pasti copiali al programma già visto. 

Questi consigli vi aiutano a semplificare il lavoro della digestione, attivare i processi di drenaggio ed eliminare le scorie accumulate. Nel corso della giornata detox, bevi almeno due litri di acqua preparata per lo stesso scopo: dal giorno prima, in un contenitore capiente, metti due litri di acqua, la scorza di un limone bio e 4 o 5 fettine di zenzero fresco. Certo, ti devi preparare un po' di giorni prima, perché devi procurarti tutto quello che occorre, ma ti assicuro che ne vale la pena. Provare per credere!



venerdì 9 aprile 2021

La cellulite ci perseguita, quali strategie adottare?

Parecchie di noi sono costrette a scontrarsi con il problema della cellulite. D'inverno, un pochino, ci siamo distratte, ed ecco che a primavera scopriamo che lei, la maledetta, avanza senza trovare ostacoli. Ma quali strategie si dovrebbero adottare per riuscire a sconfiggere l'atavica nemica?


Quali strategie adottare contro la cellulite

Intanto, sarebbe utile attivare dei comportamenti che aiutano e stimolano il microcircolo. Come sapete già sicuramente, la cellulite è quella pelle "a buccia di arancia", che denota un ristagno di liquidi, dunque una cattiva circolazione a livello sottocutaneo, il cosiddetto microcircolo. Persino un paio di calze a compressione graduata, da indossare durante il giorno, sia che siamo al lavoro oppure in casa, sarà di molto aiuto. Un'altra operazione utile è quella di mettere un cuscino sotto le gambe, nel letto, per favorire la circolazione ed evitare gonfiori e pesantezza.

Anche l'alimentazione aiuta

Ci facciamo aiutare dai colori: il viola ed il blu sono i nostri colori più amici, perché si tratta di frutta o verdura ricca di antociani, che agiscono proprio sul microcircolo. In fondo trovi un elenco delle verdure viola/blu. Poi c'è la vitamina C, che arriva in aiuto dei capillari, perché antinfiammatoria e vasodilatatrice. 



Ecco alcune situazioni da evitare assolutamente

NO ai carboidrati a colazione. Preferite proteine e grassi buoni, come sono ad esempio gli yogurt, meglio bianchi senza zucchero, oppure greci, ai quali si possono aggiungere frutti blu, tipo mirtillo, ribes, lamponi. Se volete esagerare, invece della colazione dolce, spostatevi sul salato, come potrebbe essere una fetta di pane di segale con salmone e avocado schiacciato ed usato come una salsa. 

NO alle diete lampo per perdere peso velocemente. Sono quelle che fanno peggio, e lo sappiamo, eppure a volte non riusciamo a rinunciare all'attrattiva di perdere chili in pochi giorni. Anche le diete troppo restrittive fanno male, perché provocano perdita di tono muscolare che non riusciremo a recuperare facilmente. Meglio un'alimentazione equilibrata, che preveda almeno una volta al mese un periodo detox. 

NO ai pranzi veloci in rosticceria e ai cibi confezionati. Se non hai tempo per un pranzo decente, preparato da te a casa, portati soltanto frutta fresca e secca, con un centrifugato di verdura. 

NO a grassi animali, fritti non salutari e alcolici. Porta in tavola soprattutto mele, capperi e cipolle, perché sono fonti di quercetina, che aiuta la sintesi di collagene. 

Ma che cosa ci può essere d'aiuto contro la cellulite?

Bere molto, almeno due o tre litri d'acqua al giorno, è la prima azione da compiere per contrastare la cellulite. Se manca l'idratazione, l'organismo tenderà a trattenerla e questo favorisce il ristagno dei liquidi. Inoltre l'abitudine di bere a sufficienza mantiene l'organismo pulito e la circolazione fluida. 

Assumere perle di germe di grano. Molto ricco di vitamina E, l'olio di germe di grano stimola il microcircolo dell'epidermide ed aiuta a sciogliere i grumi di cellulite. La confezione in perle è molto pratica, anche da portare con sé, e da prendere almeno tre volte al giorno, prima dei pasti. Altrimenti si può optare per il massaggio con l'olio di germe di grano, a patto di avere il tempo e la capacità di portare a termine questo compito, due volte al giorno, per almeno un mese. 

Bere tisane. Si può usare il castagno, oppure sorbo ed ippocastano. Va bene il Ginkgo biloba, ma anche il tarassaco, la betulla, la centella asiatica, il tè verde. 

Fonte: Riza

Ecco un elenco delle verdure viola/blu:

Cavolfiore viola

Carciofo violetto

Patate viola

Barbabietola

Carote viola

Melanzana

Cavolo viola

Cavolo rapa di Vienna violetto (Cavolo rapa Vienna blu)

Cipolla di Tropea

Radicchio (Radicchio Rosso di Treviso)

Asparago violetto d'Albenga

Mais viola (Mais morado nero)

Peperoncino Habanero

venerdì 8 gennaio 2021

La carne rossa fa male, vero o falso?

La carne rappresenta un'eccellente fonte di proteine per l'organismo umano, sia bianca che rossa. Le proteine da fonte animale, inoltre, solo composte dalle stesse molecole di quelle vegetali, ossia, gli amminoacidi. Dunque, che cos'è questa pericolosità attribuita alla carne? Ebbene, la differenza sta nella lavorazione e nella conservazione. Queste due modalità di trasformazione, riescono a modificare i componenti della carne, facendoli diventare dannosi per l'organismo umano. Fra i tanti danni, primo fra tutti, il tumore, e in particolare quello al colon. Ma vediamo bene che cosa succede.


Che cosa succede alla carne, che la fa diventare un pericolo mortale

Oltre alle proteine, la carne contiene grassi saturi e ferro nel gruppo eme. Quando la quantità di questi elementi supera le dosi consigliate, ecco che si incorre in aumento del colesterolo cattivo, aumento del livello di insulina, infiammazioni del tratto intestinale, e infine tumore del colon retto. Infatti l'AIRC, associazione internazionale per la ricerca sul cancro, ha classificato le carni rosse come cancerogene di livello 2 (probabilmente cancerogene) e le carni rosse lavorate invece cancerogene di livello 1 (sicuramente cancerogene). Il livello di rischio di cancro, legato alle carni rosse, è secondo soltanto rispetto a quello per il fumo di sigaretta! 
Come dicevamo sopra, gli amminoacidi che costituiscono le proteine della carne, sono gli stessi delle proteine vegetali, ma in percentuali molto più alte. Questi amminoacidi, nelle carni rosse, sono costituiti prevalentemente dall'emoglobina e la mioglobina, che contengono una molecola, detta gruppo eme, che contiene un atomo di ferro, necessario per il trasporto di ossigeno. Queste molecole sono molto abbondanti nelle carni rosse, determinandone appunto il colore rosso (ricordiamo che le carni rosse sono quelle di manzo, di maiale, di agnello e di capretto). La molecola gruppo eme è quella che, a contatto con la flora intestinale, la trasforma in elementi dannosi che provocano infiammazione. 

Ma c'è qualcosa di peggio: le carni rosse lavorate. Quando si trasformano le carni rosse per produrre gli insaccati, si aggiungono alla carne altre sostanze: sale, nitrati, nitriti, idrocarburi policiclici. Purtroppo è proprio questa necessità di conservare a lungo la carne, che la fa diventare molto pericolosa. Queste sostanze amplificano a dismisura la capacità del gruppo eme di trasformare i batteri che si trovano nell'intestino. I mutamenti molecolari della flora intestinale non sono stati studiati ancora abbastanza, purtroppo, ma gli studi compiuti hanno potuto però confermare una tragica realtà: il rischio di morire per infarto cardiocircolatorio o per tumore al colon, aumenta moltissimo con l'aumento del consumo di carne rossa, e di carne rossa lavorata soprattutto. 


Come ci possiamo proteggere da questi rischi?

Secondo l'AIRC, innanzitutto, non bisogna mai superare la quantità di 500 grammi alla settimana, per quanto riguarda il consumo di carne rossa. Meglio utilizzare la carne bianca, pollo o tacchino, il pesce, i legumi e la soia, per avere le proteine che ci servono. Inoltre, è importantissimo evitare nella maniera più assoluta le parti scure e bruciacchiate della carne, che sono quelle più pericolose. 



Fonte: AIRC