mercoledì 10 maggio 2023

DIETA CHETOGENICA, LIPOSUZIONE NATURALE - Seconda parte

In questa seconda parte, vediamo come funziona in pratica la dieta chetogenica, sempre ricordando ai nostri gentili lettori che si può intraprendere un percorso come questo, solo con la supervisione del proprio medico.  

La dieta cheto sovverte le regole alimentari alle quali siamo abituati: non dobbiamo più temere i grassi, ma evitare rigorosamente le fonti di carboidrati e di zuccheri, anche quelle più sane, come la frutta e i cereali, perché il loro consumo non permetterebbe l'innesco della chetosi, il meccanismo dimagrante alla base di questo regime alimentare (vedi prima parte).

Cosa mettere sulla lista della spesa

Gli alimenti chiave della dieta chetogenica sono quelli molto proteici e spesso anche ricchi di grassi, come carne, prosciutto , bresaola, uova, latte, formaggio magro, pesce di tutti i tipi, crostacei e molluschi. Ammesse anche noci, mandorle e frutta a guscio, che sono fonti di grassi buoni. Le verdure che si possono portare a tavola sono generalmente quelle verdi o bianche: quindi insalata, spinaci, bietole, cime di rapa, puntarelle, cavoli, cavolfiori, finocchi, zucchine, cetrioli, asparagi, broccoli. E' possibile condire con olio extravergine d'oliva, meglio se a crudo. Secondo la dieta cheto, però, bisogna limitare il consumo di altri ortaggi, cioè quelli che contengono un moderato contenuto di carboidrati: è il caso ad esempio di carote, piselli, patate, ma anche di frutta zuccherina, come ad esempio cocomeri, fragole, pesche o meloni.


Altri cibi sono vietati

La dieta cheto prevede la totale esclusione di alcuni gruppi di alimenti, quelli che contengono naturalmente zuccheri, spiega l'esperta Alessandra Lodi. Quando si segue la dieta, bisognerebbe quindi eliminare la maggior parte delle fonti di carboidrati, in particolare prodotti da forno di origine industriale, dolciumi, merendine, barrette, biscotti, zucchero bianco o di canna, bevande dolcificate (anche tè e caffè zuccherati delle macchinette), pasta e pane, anche integrali, cereali in chicco e in fiocchi, pizza, focaccia, grissini, cracker, gelato, birra e alcolici. 

I vantaggi della cheto

  • Fa diminuire la fame. I corpi chetonici hanno un'azione anoressizzante, cioè diminuiscono l'appetito.
  • Mantiene tonici i muscoli. Se è ben formulata, aumenta l'apporto di proteine nobili e consente di dimagrire preservando la massa muscolare magra.
  • Riduce l'effetto yo-yo. La dieta cheto ha un'azione regolatrice sugli ormoni che governano il meccanismo della fame, che funzioneranno in modo più equilibrato aiutandoci a restare in linea.
  • Ipocalorica senza sacrifici. Ridurre i carboidrati significa tagliare le calorie senza neanche accorgersene, perché grassi e proteine sono comunque molto sazianti.
  • Ottima per bruciare i grassi. Favorisce il consumo dell'adipe anche a riposo e aiuta a perdere peso velocemente. La sua azione d'urto la rende efficace per ottenere un rapido calo ponderale. 

Gli svantaggi della cheto

  • Può causare mal di testa e alitosi. Durante la fase di adattamento alla dieta possono manifestarsi dei mal di testa, che in genere scompaiono una volta intervenuta la chetosi. Può causare alitosi perché nel respiro si avverte la presenza di acetone, uno dei corpi chetonici. 
  • Non prevede il gusto dolce. La sua mancanza può determinare abbuffate controproducenti, per questo è in genere compensata da prodotti appositi.
  • Può generare stitichezza. La riduzione delle fibre può impigrire l'intestino. E' utile quindi aumentare il consumo di acqua (circa 2 litri al giorno).
  • Necessità di integrare nutrienti., per evitare carenze anche pericolose e acidificazione. 
  • Non è una dieta fai da te. Non è adatta a chi ha problematiche renali o epatiche, non si può fare da soli e non è indicata come regime dietetico quotidiano: è una terapia d'urto da seguire con un esperto. 

Puoi farla per un giorno

Se, come abbiamo ripetuto più volte, questo tipo di dieta non va intrapresa senza l'aiuto del medico, è possibile invece seguire una giornata di dieta ogni tanto, magari quando abbiamo esagerato con il cibo e ci sentiamo appesantiti. Seguila per un giorno, accompagnando con il consumo di almeno 2 litri di liquidi, fra acqua, tisane senza zucchero e brodi. I condimenti sono limitati a 3 cucchiai di olio extravergine d'oliva, poco sale, spezie e aromi a volontà. 

Colazione

Un uovo sodo, in camicia oppure al tegame, due fettine di bacon o di salmone affumicato. Se gradita un po' di rucola, condita con un filo di olio, sale e succo di limone. Caffè e tè a volontà, rigorosamente senza zucchero (ammessi dolcificanti naturali come la stevia). In alternativa: 200 grammi di yogurt greco magro con 3 noci spezzettate; 4 fette di arrosto di tacchino, una ciotola di pomodorini non conditi. 

Spuntino e merenda

Hai diverse opzioni: 3 noci oppure 4 mandorle oppure un biscottino di farina proteica (per esempio di soia) senza zucchero; da accompagnare con una tisana a piacere non dolcificata.

Pranzo e cena

Una vellutata di porro e zucchine con l'aggiunta di mezzo vasetto di yogurt greco, erbe aromatiche e mezzo cucchiaio d'olio; 120 grammi di carne o 200 grammi di pesce cucinati in padella con un cucchiaio d'olio, erbe aromatiche e spezie; un contorno di spinaci o cavolfiori o cavoletti di Bruxelles lessati al dente e conditi con un cucchiaio d'olio.

Oppure

Un antipasto di puntarelle con un'acciuga, condite con 1 cucchiaio di olio, aceto o limone, sale e pepe; un piatto abbondante di pasta di soli legumi condita con sugo di verdure a piacere preparato con un cucchiaio d'olio; un contorno di avocado, rucola e gherigli di noce condito con un cucchiaio di succo di limone.

Oppure

Un'insalata di verdure a foglia verde condita con un cucchiaio d'olio e limone; un piatto di pasta shirataki condito con sugo di verdure preparato con un cucchiaio d'olio, 120 grammi di carne o 200 grammi di pesce cucinati in modo leggero con un cucchiaio d'olio; un contorno di zucchine saltate in padella. 

Fonte: Riza Alimentazione Naturale




martedì 9 maggio 2023

Alimentazione e dieta, la migliore guida per vivere bene e perdere peso

A volte abbiamo bisogno di avere dei consigli pratici a portata di mano per prendere alcune decisioni fatali per la nostra salute: cosa comprare quando siamo al supermercato, cosa preparare per un pranzo salutare con gli amici, quali cibi privilegiare e quali evitare come la peste.

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lunedì 8 maggio 2023

COME RIDURRE ANSIA E STRESS

 Lo stress e l'ansia possono avere un impatto negativo sulla salute mentale e fisica, ma ci sono alcune strategie che puoi utilizzare per gestirli meglio. Ecco alcuni suggerimenti:



  1. Pratica la respirazione profonda: Quando ci si sente stressati o ansiosi, la respirazione profonda può aiutare a calmare i nervi e a rilassare i muscoli. Cerca di inspirare lentamente e profondamente dall'addome, trattenere il respiro per qualche secondo e poi espirare lentamente.
  2. Fai attività fisica regolare: L'attività fisica può aiutare a ridurre lo stress e l'ansia. Prova a dedicare almeno 30 minuti al giorno all'attività fisica, come la corsa, la camminata veloce, lo yoga o il sollevamento pesi.
  3. Pratica la meditazione o la mindfulness: La meditazione e la mindfulness (in fondo trovi la spiegazione dettagliata) possono aiutare a ridurre lo stress e l'ansia. Prova a dedicare almeno 10-15 minuti al giorno alla meditazione o alla mindfulness, concentrandoti sul momento presente e cercando di rilassare la mente.
  4. Riduci il consumo di caffeina e alcol: La caffeina e l'alcol possono aumentare l'ansia e lo stress. Cerca di limitare il consumo di queste sostanze o di eliminarle completamente dalla tua dieta.
  5. Dormi a sufficienza: La mancanza di sonno può aumentare lo stress e l'ansia. Cerca di dormire almeno 7-8 ore a notte per garantire un riposo adeguato.
  6. Crea una routine quotidiana: Avere una routine quotidiana può aiutare a ridurre lo stress e l'ansia. Cerca di creare una routine che comprenda attività che ti rilassano, come leggere un libro o fare una passeggiata.
  7. Cerca aiuto professionale: Se lo stress e l'ansia stanno interferendo con la tua vita quotidiana, potrebbe essere utile cercare aiuto professionale da uno psicologo o uno psichiatra.

In generale, la gestione dello stress e dell'ansia richiede tempo e sforzo. Cerca di utilizzare queste strategie e altre tecniche che funzionano meglio per te, e non esitare a chiedere aiuto professionale se necessario.



Che cos'è la mindfulness?

La mindfulness è una pratica che consiste nel concentrarsi consapevolmente nel momento presente, senza giudizio. In altre parole, significa prestare attenzione a ciò che sta accadendo nel momento preciso di adesso, sia dentro di noi, sia fuori di noi. E' importante acquisire una vera consapevolezza di noi stessi, delle nostre emozioni e del modo in cui abbiamo reagito alle cose, per poterle modificare in positivo, senza alcun giudizio, solo per migliorare il nostro benessere. 

Ecco un esempio di pratica di mindfulness che puoi fare ovunque e in qualsiasi momento:

  1. Trova un luogo tranquillo dove poterti sedere o sdraiare comodamente.
  2. Concentrati sul tuo respiro, senza cercare di cambiarlo o controllarlo. Nota come l'aria entra ed esce dalle tue narici o dal tuo petto.
  3. Se la tua mente inizia a vagare o a pensare ad altre cose, non giudicarla. Semplicemente riporta gentilmente la tua attenzione al respiro.
  4. Prova a mantenere la tua attenzione concentrata sul respiro per alcuni minuti. Se la tua mente si distrae, ripetilo gentilmente senza giudizio.

Questa pratica è chiamata "consapevolezza del respiro" ed è una delle forme più comuni di mindfulness. La pratica può essere modificata o adattata in base alle tue preferenze e ai tuoi bisogni. Puoi farla in qualsiasi momento della giornata, anche solo per pochi minuti, per aiutarti a trovare un momento di calma e tranquillità durante una giornata frenetica.



Che differenza c'è tra mindfulness e meditazione?

La meditazione e la mindfulness sono due pratiche correlate, ma non sono esattamente la stessa cosa.

La meditazione è una pratica millenaria che consiste nel concentrarsi su un oggetto, una parola o un'idea, allo scopo di migliorare la concentrazione, ridurre lo stress e raggiungere una maggiore consapevolezza di sé. La meditazione può essere praticata in diverse forme, tra cui la meditazione guidata, la meditazione trascendentale, la meditazione vipassana e molte altre.

La mindfulness, d'altra parte, è una pratica più recente che deriva dalla meditazione buddhista. La mindfulness consiste nell'essere consapevoli del momento presente, senza giudicare o reagire in modo automatico. Si tratta di una forma di meditazione basata sull'attenzione consapevole che si concentra sull'accettazione e sulla comprensione delle proprie emozioni e sensazioni fisiche.

In sintesi, la meditazione è una pratica più ampia che può includere molte tecniche, mentre la mindfulness è una forma specifica di meditazione che si concentra sulla consapevolezza del momento presente. Entrambe le pratiche possono essere utilizzate per migliorare la salute mentale, ridurre lo stress e aumentare la consapevolezza di sé.

venerdì 5 maggio 2023

DIETA CHETOGENICA, LIPOSUZIONE NATURALE - Prima parte

La dieta chetogenica, chiamata anche cheto o keto, è un trend nel mondo delle diete e fa molto discutere. C'è chi assicura che è il modo più semplice e rapido per tornare in linea e chi mette in guardia circa i rischi. Effettivamente, come molti regimi alimentari, presenta dei vantaggi e degli svantaggi, su cui cerchiamo di fare chiarezza in questo e nei prossimi post dedicati. La dieta chetogenica è sostanzialmente una strategia alimentare che riduce i carboidrati per spingere l'organismo a bruciare più grassi. Se limitiamo gli zuccheri semplici e complessi (la nostra principale fonte energetica), infatti, il corpo comincia a produrre energia a partire dalle sue riserve adipose. 


Cambia il metabolismo

Si sente dire che la dieta cheto sia una delle più efficaci. Eppure può essere anche pericolosa se non c'è dietro un esperto a prescriverla e a monitorarne le fasi. Quella cheto non è una semplice riduzione calorica, ma è un vero e proprio cambio di metabolismo, prescritto a volte come una terapia, in diverse situazioni patologiche anche molto diverse dal sovrappeso. Ma proprio come tutte le altre terapie, deve essere seguita soltanto su consiglio medico e sotto il suo controllo. 


Spinge a bruciare più grassi e può far perdere peso

Il meccanismo metabolico alla base della dieta chetogenica è la chetosi, un processo fisiologico che il nostro organismo attiva per rendere utilizzabili i grassi a scopo energetico quando la dieta è priva di carboidrati o in caso di digiuno prolungato. Ecco perché questa dieta, quando usata a scopo dimagrante, viene paragonata alla liposuzione. Una dieta si può definire chetogenica quando è in grado di indurre e mantenere uno stato di chetosi, con l'uso dei corpi chetonici come fonte di energia. 

Prevede un basso apporto di carboidrati

La dieta chetogenica è una dieta a bassissimo contenuto di carboidrati (inferiore a 30 grammi al giorno) con un rapporto variabile tra proteine e grassi. Non esiste un programma standard, perché la sua formulazione viene adattata dal medico in base agli scopi terapeutici e alle esigenze individuali. ecco perché, per seguirla, è necessario l'intervento di un dietologo, di un nutrizionista o di un dietista, che possa consegnarci un programma alimentare personalizzato. 


Risulta utile in caso di diabete e problemi al cuore

La dieta chetogenica è stata utilizzata nella Mayo Climic fin dall'inizio del '900 per curare l'epilessia, ma oggi la sua efficacia è dimostrata anche in patologie cardiovascolari e diabete. Inoltre, studi recenti stanno dimostrandone l'efficacia come trattamento del mal di testa, dell'ovaio policistico e di disturbi neurologici. Il meccanismo della chetogenesi è un'arma potente, che altera le condizioni del nostro organismo: ecco perché può essere molto utile ma deve essere sempre gestita da un medico. 

Come funziona in pratica

La dieta cheto sovverte le regole alimentari alle quali siamo abituati: non dobbiamo più temere i grassi, ma evitare rigorosamente le fonti di carboidrati e di zuccheri, anche quelle più sane, come la frutta e i cereali, perché il loro consumo non permetterebbe l'innesco della chetosi, il meccanismo dimagrante alla base di questo regime alimentare. Per questo motivo, è bene ripeterlo ancora una volta, non va improvvisata, ma va studiata insieme a un medico o a un esperto qualificato. 


Sulla lista della spesa

Gli alimenti chiave della dieta chetogenica sono quelli molto proteici e spesso anche ricchi di grassi, come carne, prosciutto, bresaola, uova, latte, formaggio magro, pesce di tutti i tipi, crostacei e molluschi. Ammesse anche noci, mandorle e frutta a guscio, che sono fonti di grassi buoni. Le verdure che si possono portare a tavola sono generalmente quelle verdi o bianche: quindi insalata, spinaci, bietole, cime di rapa, puntarelle, cavoli, cavolfiori, finocchi, zucchine, cetrioli, asparagi, broccoli... E' possibile condire con olio extravergine d'oliva, meglio se a crudo. Secondo la dieta cheto, però, bisogna limitare il consumo degli altri ortaggi, cioè quelli che contengono un moderato contenuto di carboidrati:  il caso ad esempio di carote, piselli, patate, ma anche di frutta zuccherina come ad esempio cocomeri, fragole, pesche o meloni. 


Altri cibi sono vietati

La dieta cheto prevede la totale esclusione di alcuni gruppi di alimenti, quelli che contengono naturalmente zuccheri. Quando si segue la dieta, bisognerebbe quindi eliminare la maggior parte delle fonti di carboidrati, in particolare prodotti da forno di origine industriale, dolciumi, merendine, barrette, biscotti, zucchero bianco o di canna, bevande dolcificate (anche tè e caffè zuccherati delle macchinette), pasta e pane, anche integrali, cereali in chicco e in fiocchi, pizza, focaccia, grissini, crackers, gelato, birra e alcolici. 


Fonte: Riza Alimentazione Naturale, con il contributo della dottoressa Alessandra Lodi.


ATTENZIONE ALLA MARMELLATA GIUSTA

Siamo tutti d'accordo sul fatto che i prodotti biologici offrano diversi vantaggi, ma attenzione: anche i prodotti con il marchio Bio a foglia verde possono nascondere caratteristiche inaspettate. 


L'antica usanza di conservare la frutta per le stagioni più fredde ha fatto molta strada: col tempo l'industria di confetture (a base di frutta) e marmellate (a base di agrumi), che sfrutta l'azione del calore per dare consistenza alle preparazioni e lo zucchero per prolungarne la conservazione, si è sofisticata fino quasi a perdere contatto con la materia prima. Il prodotto biologico è riuscito a invertire questa rotta: sono per lo più i produttori di confetture e marmellate bio ad aver riportato le buone vecchie abitudini nella preparazione di queste leccornie, garantendo un prodotto più sano e rispettoso dell'ambiente. 
I consumatori probabilmente ne sono già consapevoli dato che, in base ai dati del 2018, le confetture occupano oltre un terzo del settore alimentare bio.


Nessuna traccia di pesticidi

Scegliere un prodotto biologico significa soprattutto scegliere di tutelare il territorio e l'ambiente, dal momento che le marmellate biologiche devono contenere non solo il 100% da frutta di coltivazione biologica, ma anche uno zucchero di origine completamente biologica. La frutta bio è di migliore qualità, perché non è entrata in contatto con pesticidi, erbicidi o agenti chimici di nessun tipo. 

Un ritorno alla tradizione

Un fattore che premia il biologico è che proprio questo settore ha riportato in auge frutti che sembravano dimenticati, selezionati con cura nelle loro diverse varietà. Insomma, ci ha permesso di riscoprire dei sapori della tradizione che erano stati spazzati via dalla monotonia della trinità fragola, ciliegia e albicocca, che comunque continuano a primeggiare nei consumi di larga scala. Basti pensare alle confetture dal sapore antico come quelle di prugna ramassin, rosa canina, uva spina o anche ribes. 


La cottura è più delicata

Spesso i produttori bio scelgono una cottura delicata in grandi pentole sottovuoto a bassa temperatura, che permette di ottenere una composta dalla consistenza morbida che esalta il sapore naturale della frutta. Non costringe quindi a ricorrere ad aromi e altre sostanze tipiche del settore industriale, che comunque, negli ultimi anni, si sta facendo "contagiare" in positivo, riducendo il numero di ingredienti delle marmellate. In definitiva, la spinta del settore bio, sia nell'ambito delle marmellate che delle confetture, ha portato un miglioramento generale della qualità. 


Occhio a certe situazioni trappola

Non fidarti ad occhi chiusi del marchio a foglia verde. Fai sempre attenzione a queste caratteristiche:
  • Meglio senza zucchero d'uva. Usare lo zucchero d'uva è una pratica a volte adottata anche dai produttori bio. Eppure si tratta di un escamotage per cercare di far passare una confettura come se fosse solo a base di frutta, ma in realtà, si sta vendendo un prodotto molto dolce e identico alle produzioni con zucchero bianco, dal punto di vista delle calorie.
  • Dolce, ma non troppo. Il produttore biologico è più propenso a limitare o eliminare la presenza di zucchero nelle composte di frutta, che però devono essere consumate più rapidamente. La quantità limitata di zucchero, comunque, non è mai scontata, quindi controlliamo bene l'etichetta. Nella lista degli ingredienti, il primo posto deve essere quello della frutta.
  • La provenienza della frutta. Alcuni gruppi industriali, anche biologici, hanno di recente scelto di delocalizzare una parte della produzione in paesi come Bulgaria e Romania, dove la manodopera ha costi più bassi. Per quanto questi paesi si stiano impegnando per attivare dei programmi di certificazione biologica adeguati, questo tipo di produzione prevede comunque una fase di raccolta e surgelamento della frutta (con abbattimento a -22°C) e un seguente trasferimento agli stabilimenti italiani dove viene lavorata. 

Non ti spaventare se leggi "pectina"

La pectina è una fibra solubile che si estrae dalle mele e serve a dare consistenza alle preparazioni. E' una sostanza naturale che sazia, rallenta l'assorbimento degli zuccheri e regola il transito intestinale. 



Fonte: Riza Alimentazione Naturale, con il contributo di Giorgio Donegani, tecnologo alimentare esperto di nutrizione. 





mercoledì 3 maggio 2023

ROSMARINO, L'AROMA CHE SVEGLIA LA MEMORIA

Il suo profumo, che riporta alla mente la cucina di una volta, è un tonico straordinario per migliorare le prestazioni cognitive. 



Un tempo, nelle mattine primaverili ricche di rugiada, che si depositava ovunque nell'orto e nei campi, le donne raccoglievano quella che bagnava il rosmarino, e la picchiettavano su guance, collo e decolleté, per mantenere fresco e roseo l'incarnato, ma anche per mascherare gli arrossamenti del viso. 

Le sue foglie hanno un profumo vagamente salmastro che ricorda la brezza marina: da qui il nome rosmarino, con cui era noto già ai latini. Amatissimo nella cucina mediterranea, il rosmarino è il signore incontrastato degli orti e dei giardini officinali. Oggi viene coltivato in Piemonte, Liguria e Lombardia, ma il migliore è ancora quello che cresce spontaneo lungo le coste: l'olio essenziale negli aghi è più concentrato e dà alla pianta un sapore "selvaggio". 



Non dimentichi più niente

Grazie alle sostanze racchiuse nell'olio essenziale, il rosmarino infonde calma e rafforza la memoria. Questa azione, nota già agli antichi, è stata confermata da uno studio della Northumbria University nel 2013, secondo cui l'aroma di rosmarino migliora del 15% le prestazioni cognitive e la memoria a lungo termine. Gli olii essenziali che danno il tipico profumo alla pianta (borneolo, acetato di bornile e verbenone) sono inoltre digestivi e antireumatici. L'industria alimentare poi ne sfrutta le proprietà antimicrobiche per prevenire l'irrancidimento degli alimenti. 

Sceglilo sempre fresco

Se finora ti sei limitato ad acquistare il rosmarino in vaschetta o già essiccato, sappi che ti perdi il gusto di coltivare una pianta bellissima e robusta, che resiste bene in giardino o anche in un piccolo vaso sul davanzale. In giardino serve solo un terreno ben drenato, evitando la formazione di ristagni d'acqua. La pianta va tenuta al riparo da venti e correnti d'aria. La collocazione migliore è vicino a un muro ben esposto al sole. 


Per i coltivatori più sofisticati, su Amazon è possibile acquistare una piccola serra idroponica, che dà la possibilità di coltivare senza nessuna difficoltà qualunque tipo di pianta aromatica, compreso il rosmarino. Clicca qui per saperne di più. 

Il vantaggio in più

E' un digestivo naturale che alleggerisce il fegato. Le foglie di rosmarino hanno ottime proprietà digestive, che si apprezzano soprattutto dopo pasti impegnativi,. Mettine un rametto in infusione in una caraffa d'acqua bollente insieme a delle scorze di limone e dopo 10 minuti potrai servire ai tuoi ospiti un infuso digestivo e ottimo depurativo del fegato, per terminare il pasto senza pesantezza. 

Prepara l'oleolito di rosmarino

Rosmarino e olio, entrambi prodotti mediterranei, si sposano alla perfezione nel delizioso oleolito che si prepara mettendo in un barattolo di vetro delle cime della pianta fresca, fino a riempirlo per il 20%; si aggiunge olio extravergine d'oliva fino a tre quarti del vaso; si chiude, si agita e si lascia riposare il tutto al buio per un mese, poi si filtra, spremendo bene le foglie. Ottimo sui minestroni, sulle focacce e sulle verdure al forno (patate, carote, finocchi, peperoni), può diventare anche un rimedio curativo, che, all'occorrenza, si massaggia su muscoli contratti e articolazioni indolenzite. E' ancora più efficace se si aggiunge una goccia di olio essenziale di rosmarino per ogni cucchiaio di oleolito. 


Fonte: Riza Alimentazione Naturale



martedì 2 maggio 2023

MAGGIO + SOLE + ORE DI LUCE

La carezza del sole si fa più intensa, le ore di luce aumentano, tutto predispone ad una maggiore laboriosità, il mese di maggio è iniziato, prepariamoci nel modo migliore possibile. 



Più sole, più ore di luce

A maggio la primavera è al suo culmine. Il nome stesso, etimologicamente, deriva da major, maggiore, proprio perché lo si riteneva il mese più importante della stagione della fioritura. Le ore di luce aumentano e i raggi del sole si fanno sempre più caldi ed intensi: un vero toccasana per l'umore e il cervello. Ma occorre fare attenzione a occhi e pelle; le radiazioni Uv sono fondamentali per la salute (ad esempio ci fanno produrre la preziosa vitamina D) ma, se in eccesso, provocano una iperproduzione di radicali liberi, che invece favoriscono l'invecchiamento delle cellule. Con i vegetali di questo mese, puoi correre ai ripari e preparare la pelle alla maggiore esposizione alle radiazioni solari, così potrai prenderti solo il meglio del sole. 


Le albicocche

Approfitta delle albicocche più succose, ricchissime di licopene antiossidante e di betacarotene, alleato dell'abbronzatura, che rende la pelle meno sensibile ai raggi Uv. Ma c'è di più, infatti nelle albicocche, che troverai fino a luglio, ci sono anche quote di potassio, indispensabile per dare sprint a muscoli, cuore e cervello, prevenendo i cali di pressione. Prendi 2-3 frutti maturi e frullali insieme a un paio di carote (anch'esse ricche di betacarotene) e acqua quanto basta ad ottenere la giusta consistenza. Bevi un bicchiere di questo drink vitaminico ogni mattina per tutto il mese, con 3-4 mandorle, fonte di vitamina E. Come spuntino, per alternare, puoi consumare un paio di albicocche mature e uno yogurt greco. Ai pasti abbonda con spinaci e spinacino (che puoi mangiare anche crudo) e, da fine mese, non farti mancare i primissimi pomodori che, finalmente maturati sotto il sole e non in serra, sono davvero saporiti, succosi e pregni di licopene, potentissima arma contro i radicali liberi iperstimolati dai raggi Uv. Dai ai piatti un tocco extra con qualche fiore e foglia di borragine leggermente scottati, remineralizzanti e ricchi di vitamina A, antiossidante. 


I piselli

Sono i legumi primaverili che risvegliano l'intestino. In Veneto, in questa stagione, uno dei piatti che va per la maggiore sono i "risi e bisi", riso e piselli. Moderatamente proteici e ricchi di fibre attiva-intestino, i piselli sono una buona alternativa "green" alle proteine animali, soprattutto se devi tenere a bada il colesterolo, e stupiscono per il contenuto di acido folico, vitamina C e minerali. Abbinali a fave, basilico e patate dolci, in una fresca vellutata primaverile o passali brevemente in padella con menta e cipolla per condire un piatto di pasta integrale o di legumi. 


I ravanelli

Disintossicano il corpo e rasserenano la mente. Purpureo, croccante e dal sapore deliziosamente pungente, il ravanello è piccolo ma pieno di sorprese. A fronte di un ridottissimo apporto calorico (11 calorie per etto), questa radice regala discrete quantità di minerali, vitamine del gruppo B e C. Diuretico, riattivante a livello intestinale e disintossicante, il ravanello è anche antispasmodico, aiuta ad attenuare le tensioni muscolari e limita lo stress. Sgranocchiane 3-4 a merenda o provali a cena, affettati sottili con avocado, lattuga e yogurt greco. Non farti mancare anche gli altri vegetali primaverili ricchi di nutrienti depurativi e riattivanti, come gli asparagi, la cicoria, la rucola, da consumare da soli o abbinati in ricche insalate. 



Fonte: Riza Alimentazione Naturale